Trump rompe i negoziati commerciali con il Canada: la scintilla è uno spot con la voce di Ronald Reagan
La fragile tregua commerciale tra Stati Uniti e Canada è saltata di nuovo. A far esplodere la crisi, questa volta, non sono stati nuovi dazi o dispute sui prezzi delle materie prime, ma uno spot televisivo canadese che ha irritato profondamente il presidente Donald Trump. L’annuncio, prodotto dal governo della provincia dell’Ontario, utilizza un estratto autentico di un discorso radiofonico del defunto presidente Ronald Reagan, risalente al 1987, nel quale lo storico leader repubblicano esprimeva la sua contrarietà alle politiche protezionistiche.
Nel video, Reagan affermava: «Quando qualcuno dice di imporre dazi sulle importazioni straniere, sembra che stia facendo una cosa patriottica per proteggere i prodotti e i posti di lavoro americani. Ma in realtà, le tariffe elevate portano solo a ritorsioni, guerre commerciali, crisi economiche e milioni di disoccupati». Parole che, secondo molti osservatori, suonano oggi come una critica diretta alla politica economica trumpiana.
Il presidente statunitense non ha gradito. In un post dai toni infuocati pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha scritto a caratteri cubitali: «I DAZI SONO ESSENZIALI PER LA SICUREZZA NAZIONALE E L’ECONOMIA DEGLI STATI UNITI. A CAUSA DI QUESTO COMPORTAMENTO VERGOGNOSO, TUTTI I NEGOZIATI COMMERCIALI CON IL CANADA SONO TERMINATI».
La reazione di Washington
La decisione, annunciata poche ore dopo la diffusione dello spot, ha colto di sorpresa molti funzionari della Casa Bianca. Appena due settimane prima, il premier canadese Mark Carney si era recato a Washington per un incontro ufficiale con il presidente americano. Da quel vertice erano nate le basi per un possibile accordo bilaterale su acciaio, alluminio ed energia — tre settori pesantemente colpiti dai dazi al 50% imposti dagli Stati Uniti nel 2024.
Trump aveva incaricato due membri di alto rango del suo gabinetto di raggiungere un’intesa entro fine anno, ma con il nuovo ordine presidenziale tutti i colloqui vengono immediatamente sospesi. La rottura, secondo le fonti diplomatiche, rischia di compromettere mesi di lavoro e di aggravare ulteriormente il clima di tensione tra i due Paesi.
Le accuse di “fake news”
Nel suo messaggio, Trump ha anche accusato i produttori dello spot di aver manipolato l’audio di Reagan, definendolo una “pubblicità fraudolenta”. Secondo il tycoon, la Ronald Reagan Foundation avrebbe confermato che il filmato è stato usato senza autorizzazione, “per interferire con le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti e influenzare l’opinione pubblica americana”.
«È un attacco politico mascherato da messaggio commerciale», avrebbe confidato un consigliere della Casa Bianca, aggiungendo che la reazione del presidente è stata “inevitabile”. Tuttavia, diversi media statunitensi hanno verificato che l’audio trasmesso è autentico e tratto da un discorso realmente pronunciato da Reagan il 25 aprile 1987 durante una trasmissione radiofonica dedicata ai rischi del protezionismo.
Le ripercussioni in Canada
L’episodio ha provocato un terremoto anche a Ottawa. Il premier Carney, informato della decisione statunitense poco prima della pubblicazione del post presidenziale, ha convocato d’urgenza una riunione con i ministri dell’Economia e del Commercio per valutare le contromisure.
A complicare la situazione è il fatto che la campagna pubblicitaria in questione non è stata lanciata dal governo federale, ma dalla provincia dell’Ontario, guidata dal conservatore Doug Ford, da tempo in contrasto con il premier liberale. Ford, che aveva commentato ironicamente di aver “sentito che il presidente non era molto contento dello spot”, si ritrova ora al centro di un caso diplomatico internazionale.
L’Ontario, provincia più popolosa e cuore industriale del Canada, è anche quella che ha subito maggiormente gli effetti della guerra commerciale con Washington, in particolare per la filiera automobilistica e siderurgica. Lo spot intendeva promuovere un messaggio di libero scambio e cooperazione economica, ma si è trasformato in una miccia esplosiva.
Un legame storico e un nuovo gelo
L’episodio ha riportato alla memoria un curioso dettaglio storico: Donald Trump e Ronald Reagan si erano incontrati l’11 marzo 1987 alla Casa Bianca, quando l’attuale presidente era ancora un imprenditore immobiliare di successo a New York. La foto dei due che si stringono la mano è diventata un simbolo di quell’epoca, oggi paradossalmente evocata in un contesto di conflitto.
Con la rottura dei negoziati, il futuro delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Canada appare di nuovo incerto. Gli analisti temono che le tensioni possano ripercuotersi sulle catene di approvvigionamento nordamericane e sulle imprese di entrambi i Paesi.
A distanza di quasi quarant’anni dalle parole di Reagan, la storia sembra ripetersi: l’ombra delle guerre commerciali torna a minacciare l’economia globale, mentre un vecchio messaggio sul libero scambio accende una nuova crisi diplomatica tra due alleati storici.


