Un articolato sistema di furti e ricettazione di motociclette di grossa cilindrata è stato smantellato dai carabinieri della stazione di Varcaturo, dopo mesi di indagini tra Roma e Napoli. Le forze dell’ordine hanno scoperto un deposito segreto a Casoria, dove erano nascoste 28 moto di lusso, in parte smontate e pronte per essere spedite all’estero. Il valore complessivo stimato del bottino supera i 600 mila euro.
Le indagini, ancora in corso, delineano uno scenario che va oltre i confini nazionali. Gli inquirenti sospettano che dietro al traffico si celi una rete internazionale con base logistica nei Paesi Bassi, più precisamente al porto di Rotterdam, considerato uno dei principali hub per il commercio illecito di veicoli in Europa.
Dalle strade di Roma al porto olandese
Il percorso delle moto rubate seguiva uno schema preciso. I furti avvenivano principalmente nella Capitale, in zone come Tor Vergata, Fiumicino, Aventino, Borgo, Divino Amore e San Giovanni, oltre che in alcune aree di Napoli e provincia. I veicoli — modelli di punta di Honda, Yamaha, BMW e Kawasaki — venivano poi trasferiti nel deposito di Casoria, dove venivano smontati, catalogati e imballati all’interno di container industriali.
Da lì, secondo le ricostruzioni dei carabinieri, i container sarebbero stati spediti verso i porti del Nord Europa, in particolare quello di Rotterdam, da dove le moto sarebbero state distribuite in diversi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Germania, Belgio e alcune nazioni dell’Est.
L’inizio delle indagini e l’arresto dei primi sospetti
L’inchiesta ha preso avvio lo scorso 27 settembre, in seguito a un episodio avvenuto a Giugliano in Campania. Durante un normale controllo notturno, i carabinieri hanno fermato un furgone con a bordo due uomini originari del Ghana, di 47 e 45 anni, trovati in possesso di due moto rubate. Alla richiesta dei documenti, i due hanno opposto resistenza, dando vita a una colluttazione durante la quale un militare è rimasto ferito con un morso.
L’arresto dei due sospetti — accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e ricettazione — ha rappresentato la chiave d’ingresso per un’indagine più ampia. Gli accertamenti successivi hanno condotto a un loro connazionale, un 37enne già noto alle forze dell’ordine, ritenuto figura di collegamento con la rete principale del traffico.
Il blitz a Casoria e la scoperta del deposito
Seguendo il 37enne, i militari lo hanno pedinato fino a un capannone industriale a Casoria, dove è stato visto scaricare da un furgone una Honda Africa Twin per riporla in un container. Il blitz è scattato immediatamente. Durante l’operazione, l’uomo ha tentato la fuga, ma è stato bloccato dopo un breve inseguimento. Due complici, invece, sono riusciti a dileguarsi.
All’interno del capannone, i carabinieri hanno rinvenuto 28 motociclette rubate, molte delle quali parzialmente smontate e confezionate in modo professionale, pronte per essere spedite. Ogni veicolo era corredato da documenti e targhe falsificate, segno di un’organizzazione con competenze tecniche e logistiche ben strutturate.
Ipotesi di legami con la criminalità organizzata
Gli investigatori non escludono che dietro il traffico possa esserci il coinvolgimento della criminalità organizzata, in particolare di gruppi con base nell’hinterland napoletano, specializzati nella logistica di merci illegali destinate all’estero. L’uso di container diretti a Rotterdam, spiegano gli inquirenti, è un modus operandi già osservato in altri traffici di veicoli rubati, poiché consente di mascherare le spedizioni tra merci lecite e di difficile tracciabilità.
Il 37enne è stato sottoposto a fermo per ricettazione in concorso, mentre proseguono gli accertamenti per identificare gli altri membri della rete. Gli investigatori stanno analizzando le tracce digitali, i tabulati telefonici e le rotte logistiche per risalire agli intermediari olandesi che avrebbero curato la fase di sdoganamento.
Un traffico altamente redditizio
Il mercato delle moto di lusso rubate rappresenta un business estremamente profittevole: ogni mezzo, una volta rivenduto all’estero, può fruttare tra i 20 e i 30 mila euro. In molti casi, le moto vengono smontate in pezzi di ricambio o rivendute intere con documenti falsi.
Secondo fonti investigative, il traffico scoperto tra Roma, Napoli e Casoria è solo una parte di un sistema criminale più ampio, che opera su scala europea. I carabinieri stanno ora collaborando con Europol e le autorità olandesi per seguire la pista dei container già partiti e rintracciare eventuali complicità internazionali.
L’operazione conferma l’esistenza di una filiera del furto su commissione, in cui la criminalità locale agisce come fornitore per reti transnazionali. Un business silenzioso ma miliardario, che trasforma le strade italiane in terreno di caccia per i ladri di moto di alta gamma, destinati poi a sparire — letteralmente — oltre confine.