Momenti di terrore hanno scosso Belgrado nella mattinata di mercoledì 22 ottobre, quando un uomo ha aperto il fuoco nei pressi del Parlamento serbo, nella zona del parco Pionirski. L’area, da mesi al centro dell’attenzione pubblica per la presenza di tende appartenenti a gruppi di studenti in protesta, è stata teatro di una violenta sparatoria seguita da un incendio. Una persona è rimasta gravemente ferita, mentre l’autore dell’attacco è stato prontamente arrestato dalle forze dell’ordine.
Secondo le prime informazioni diffuse dal ministro della Sanità, Zlatibor Lončar, il ferito — colpito all’inguine destro — è stato trasportato d’urgenza in ospedale e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. Lončar ha sottolineato che “solo per puro caso” non si sono verificate ulteriori vittime, poiché l’aggressore avrebbe esploso diversi colpi prima di appiccare il fuoco alle tende. Il ministro ha definito l’episodio “un attacco contro chi la pensa diversamente, contro coloro che vogliono tornare a una vita normale fatta di studio, lavoro e libertà di movimento”.
Il presidente Aleksandar Vučić ha condannato con fermezza quanto accaduto, parlando di “un grave atto terroristico contro la democrazia serba”. Vučić, che in quel momento si trovava al Palazzo Serbia per una cerimonia ufficiale, ha lasciato immediatamente l’evento per seguire l’evoluzione della situazione. In serata, ha annunciato che terrà un discorso alla nazione per esprimere la posizione del governo e illustrare le misure di sicurezza che verranno adottate nelle prossime ore.
L’incendio scoppiato dopo gli spari è stato rapidamente domato dai vigili del fuoco, ma l’area è rimasta per lungo tempo isolata dalle autorità, che hanno avviato una perlustrazione capillare alla ricerca di eventuali complici o ordigni. Immagini e video diffusi dai media locali mostrano un uomo bloccato a terra e ammanettato dagli agenti, mentre in sottofondo si sentono le sirene dei mezzi di soccorso.
L’episodio ha scosso profondamente una città già segnata da mesi di tensioni politiche e sociali. L’attacco è avvenuto nella zona soprannominata “Caciland”, un accampamento sorto alcuni mesi fa e gestito dal collettivo “Studenti che vogliono imparare”, un gruppo di giovani vicini al Partito progressista serbo (SNS), attualmente al governo. L’iniziativa era nata in risposta ai blocchi universitari organizzati dagli studenti antigovernativi e nel tempo era divenuta un simbolo della mobilitazione filo-esecutiva, sostenuta da alcune istituzioni ma duramente criticata dall’opposizione.
Fino alla sparatoria del 22 ottobre, non si erano mai registrati incidenti gravi nella zona. Tuttavia, il clima attorno alle proteste studentesche si era progressivamente inasprito, riflettendo la polarizzazione crescente del Paese. La Serbia, infatti, vive da mesi una fase di forte instabilità politica. Le manifestazioni antigovernative sono esplose dopo il tragico crollo del tetto della stazione ferroviaria di Novi Beograd, avvenuto nel novembre 2024, che causò la morte di 16 persone. L’incidente, ritenuto da molti il risultato di anni di corruzione e cattiva gestione amministrativa, ha innescato un’ondata di indignazione e proteste contro il governo.
Il presidente Vučić, pur condannando la violenza, continua a respingere le richieste di elezioni anticipate, attribuendo parte delle tensioni all’influenza di “potenze straniere” che, secondo la sua visione, avrebbero interesse a destabilizzare la Serbia. Nel frattempo, le opposizioni denunciano un crescente autoritarismo dell’esecutivo e una repressione sistematica del dissenso.
La sparatoria di Belgrado non è quindi solo un episodio di violenza isolata, ma il segnale di un clima politico sempre più esplosivo. La capitale si trova ora sotto stretta sorveglianza, mentre il governo promette di rafforzare le misure di sicurezza attorno agli edifici istituzionali e alle aree di protesta. Resta alta la tensione in un Paese che, tra accuse reciproche, instabilità sociale e sfiducia diffusa, sembra ancora lontano dal ritrovare la serenità necessaria per un dialogo politico costruttivo.