Giovedì, la Commissione Europea presenterà un piano militare strategico, secondo quanto riferito da fonti di POLITICO. L’obiettivo è preparare i paesi dell’Unione Europea alla guerra entro un periodo di cinque anni. Il documento, che sarà discusso al Collegio dei Commissari dopo un confronto tra i ministri della difesa, e successivamente esaminato dai leader dell’UE, sottolinea la necessità di rafforzare la posizione difensiva dell’Europa entro il 2030 per scoraggiare qualsiasi forma di aggressione esterna.
Questo progetto rappresenta una risposta alla continua guerra guidata da Vladimir Putin in Ucraina e alle incertezze nelle politiche di sicurezza degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Il documento descrive la Russia come una minaccia continua, che richiede un’azione collettiva per evitare frammentazioni tra i paesi membri.
Il piano di 16 pagine riconosce che, nonostante l’aumento dei budget per la difesa da parte degli stati membri, le spese militari restano ancora focalizzate principalmente a livello nazionale. Ciò ha portato a inefficienze, costi elevati e una carenza di interoperabilità tra le forze europee. Pertanto, la Commissione sollecita le nazioni a unirsi nel processo di acquisto di armamenti, con l’obiettivo di arrivare al 40% degli appalti militari come contratti congiunti entro la fine del 2027, rispetto all’attuale quinto.
Un altro obiettivo del piano è che entro il 2028, il 55% degli acquisti militari provenga da aziende europee e ucraine, con un incremento al 60% entro il 2030. Il documento stabilisce una lista di priorità, puntando principalmente a colmare le lacune in nove ambiti strategici: difesa missilistica, mobilità militare, artiglieria, tecnologia di intelligenza artificiale, droni, e altro ancora. Particolare attenzione è riservata all’armamento dell’Ucraina, trasformandola in un potente deterrente contro l’aggressività russa.
Il piano include anche progetti chiave come il monitoraggio del fianco orientale, un sistema di difesa aerea europeo e uno scudo spaziale per la difesa degli asset spaziali dell’Unione. L’intenzione è che questi progetti siano approvati dai leader dell’UE entro la fine dell’anno e implementati al più tardi all’inizio del 2026. Entro il 2028, si prevede di avere in funzione progetti e finanziamenti per affrontare le lacune più impellenti.
In termini di finanziamento, l’UE si impegnerà a mobilitare fino a 800 miliardi di euro per la difesa, con il supporto di programmi esistenti e futuri, pur mantenendo la sovranità dei singoli stati membri sulla difesa nazionale. Tuttavia, ci sono resistenze tra alcuni paesi membri verso un maggiore coinvolgimento dell’UE in quest’area storicamente riservata ai singoli governi.
Il piano, sviluppato durante l’estate, cerca un equilibrio tra le varie preoccupazioni presenti nel blocco europeo, ponendo attenzione anche ai rischi provenienti da altre regioni del mondo, come Medio Oriente e Africa. In parallelo, la strategia punta a strettare la collaborazione con la NATO per evitare la creazione di strutture difensive parallele che potrebbero complicare ulteriormente la situazione geopolitica.
In un contesto globale sempre più complesso e pericoloso, il documento evidenzia la necessità per l’Europa di diventare più autonoma e pronta ad affrontare le sfide emergenti nei campi di battaglia futuri.