Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha recentemente annunciato tramite il suo social network Truth l’intenzione di incrementare significativamente i dazi sui prodotti cinesi destinati al mercato americano. Tale annuncio è stato accompagnato da accuse esplicite verso Pechino, accusata di comportamenti ostili. In un successivo comunicato, Trump ha precisato che gli Stati Uniti applicheranno dazi del 100% sui beni cinesi, oltre alle tariffe già esistenti, a partire dal primo novembre, introducendo anche controlli rigidi sull’export di software critici.
Questo inasprimento delle misure protezionistiche si inserisce in un contesto di crescente tensione commerciale fra le due potenze. Solo pochi giorni prima, il governo cinese aveva comunicato l’introduzione di nuove restrizioni sulla vendita di materiali fondamentali come le terre rare, specificando che le autorizzazioni per certi tipi di chip saranno esaminate caso per caso.
L’annuncio di Trump ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari, con Wall Street che ha subito flessioni notevoli: il Dow Jones ha visto una diminuzione dello 0,70%, il Nasdaq dell’1,09% e lo S&P 500 dello 0,84%. Tali movimenti al ribasso riflettono l’incertezza e la preoccupazione degli investitori di fronte a una possibile escalation delle tensioni commerciali.
In questo clima, le critiche al comportamento cinese sono state molteplici. Trump ha sottolineato come Pechino stia cercando di esercitare un controllo esteso sulle esportazioni di molti componenti essenziali per la produzione internazionale, mettendo in difficoltà le economie globali. Il presidente ha promesso di adottare contromisure economiche per contrastare queste mosse, dichiarando di essere in contatto con altri Paesi anch’essi contrariati dalla recente ostilità commerciale della Cina.
In risposta a questo scenario, la Ue ha già alzato le barriere sull’import di acciaio cinese, applicando dazi del 50% e riducendo le quote d’importazione per fronteggiare l’invasione di prodotti cinesi. Nel frattempo, altre industry sono pronte a scendere in campo per tutelare i propri interessi, mentre l’incertezza continua a dominare le previsioni economiche globali.