Ancora che situazione!!!!

Di Mauro Pasquino ·2 min di lettura
Per non dimenticare
Per non dimenticare

Quanto bisogna aspettare per la ricostruzione? Dichiarava quell’intervistato all’indomani del terremoto che aveva devastato, il 24 Agosto 2016, con scosse e sciami nel centro Italia tre Regioni: Lazio, Umbria e Marche. Poi la scossa di domenica 30 ottobre 2016 aveva raso al suolo gli immobili già fortemente compromessi.

Leggendo i dati dei lavori già fatti in questi due anni si nota che una buona parte delle macerie sono state tolte e anche catalogate. Si vive ancora nelle SAE che dovevano essere abitazioni d’emergenza ma con dei problemi che si sono verificati in questo inverno particolarmente freddo con neve tutto si è fermato. Una riflessione è d’obbligo, in questi due anni, per una serie di eventi quali: eventi sismici, freddo, temperature torride estive e burocrazia non si riesce a far partire la ricostruzione delle abitazioni che non è mai cominciata, né si sa quando comincerà.
Gli abitanti, delle zone terremotate, che sono stati accolti: in alberghi o in contenair lungo la costa Adriatica strutture alberghiere lungo la costa Adriatica e sul lago Trasimeno sono ancora li con i disagi di pendolarismo per gli impegni di varia natura nel territorio di prima provenienza.
Si è dato in certi casi priorità a lavori che dovevano essere considerati non urgenti? E che dire dell’impiego di tutto il denaro versato dalle donazioni pervenute tramite sms o il numero solidale? Non bisogna spegnere i riflettori sui terremotati significherebbe far morire la speranza della ricostruzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *