Bombe carta, lacrimogeni, vetrine sfondate e poliziotti aggrediti. Sabato pomeriggio il centro di Milano si è trasformato in un campo di battaglia. Circa 500 persone, quasi tutte giovanissime, si sono staccate dal corteo «Italia in piazza», contro il carovita e per la scuola, e hanno devastato le vie intorno al Duomo.
Il bilancio è pesante: una ventina di feriti e una cinquantina di fermati da polizia e carabinieri. Quasi la metà dei fermati ha meno di diciotto anni. I feriti più gravi sono tra i poliziotti. Una quindicina sono stati medicati subito, tra loro alcuni funzionari della Digos e il dirigente di un commissariato colpito alla testa da un sampietrino. Danneggiati un’auto dei carabinieri e alcuni blindati.
Sul sagrato del Duomo tre ragazzi incappucciati hanno preso a calci un agente, isolandolo per qualche secondo dal cordone dei colleghi. C’è chi ha aperto una lancia antincendio nella metropolitana e chi ha svuotato gli estintori prima di lanciarli contro un blindato. Il granito della piazza è stato spezzato in pezzi grandi come mattoni, poi scagliati contro le forze dell’ordine. Centinaia i lacrimogeni sparati: i turisti si sono chiusi nei negozi della Galleria o rifugiati nella metropolitana.
Alla manifestazione hanno partecipato in cinquemila, con bandiere tricolori ma anche albanesi e marocchine. Nelle settimane precedenti iniziative simili in alcune cittadine lombarde si erano rivelate un fallimento. In piazza non c’erano gli attivisti dei centri sociali né gruppi di destra. Il corteo si è spezzato in tre tronconi in via Broletto, a ridosso di Brera, e da lì i gruppi hanno raggiunto rapidamente il Duomo.
Il movimento non ha leader. Il preavviso del corteo alla Questura lo aveva presentato un ragazzo di 17 anni, accompagnato dalla madre. La situazione è sfuggita di mano quando si sono uniti i ragazzi che nel fine settimana si ritrovano tra il Duomo e via Torino. Molti arrivano dalla provincia. Alcuni sono stati fermati dopo aver saccheggiato le scarpe dalle vetrine di un negozio Foot Locker.
«Sbirri di merda, quando ci dovete difendere dove siete?», ha urlato una ragazzina in piazza Cordusio. «Mi hanno accoltellato quando avevo 13 anni, non sono neanche usciti. E adesso sono qui a massacrarci», ha gridato un suo amico.
A tarda sera c’erano ancora focolai di tensione nelle strade intorno al Duomo e nemmeno gli idranti sono riusciti a disperderli. Scontri si sono registrati anche ai cortei di Bologna, con lanci di sassi contro gli agenti e cassonetti incendiati, e di Torino, dove è stata assaltata la libreria Feltrinelli alla stazione di Porta Nuova.


