La celebre attrice americana Susan Sarandon si è recata a Roma per presentare il suo nuovo film "The Accompanist" di Zach Woods ed ha ricevuto il Womenland Award, che riconosce la sua indipendenza artistica e personale. Durante l’intervista presso il Nobu Hotel di via Veneto, Sarandon non si è limitata a parlare del suo lavoro, ma ha preso posizione su vari temi politici.

Susan Sarandon contro Trump:

Sarandon ha attaccato duramente la presidenza di Donald Trump, definendola "depravata". Ha criticato in particolare il fatto che l’esecuzione del militare Hasan sia stata trasmessa in diretta streaming, un episodio che secondo lei mette a nudo le gravi mancanze morali della Casa Bianca e la sua mascolinità tossica.

La pena di morte:

L’attrice ha ribadito il suo impegno contro la pena capitale, un tema che affronta nel suo film "Dead Man Walking", per cui ha vinto l’Oscar nel 1996. Sarandon ha sottolineato come la trasmissione in diretta di un’esecuzione possa avere effetti devastanti su coloro che sono coinvolti nell’operazione, oltre a normalizzare un atto estremamente disumano.

Solidarietà per Gaza:

Susan Sarandon ha espressamente parlato delle violenze in corso a Gaza. Ha denunciato l’uccisione di migliaia di persone, tra cui bambini, nonostante il cessate il fuoco. L’attrice ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la discussione e di sensibilizzare gli adolescenti su questo drammatico episodio.

La libertà di opinione:

Sarandon è stata interrogata sul costo che le sue dichiarazioni hanno avuto sulla sua carriera. Ha affermato che il prezzo da pagare non ha significato nulla rispetto alla gravità della situazione in Medio Oriente e alle migliaia di vite perse in guerra.

Incontro con Elly Schlein:

Durante la sua visita a Roma, Susan Sarandon si è incontrata con Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico italiano. L’incontro ha permesso all’attrice di raccontare le sue esperienze durante un arresto avvenuto davanti al Palazzo delle Nazioni Unite mentre protestava contro il discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Le conseguenze dell’arresto:

Sarandon ha riportato con ironia come la polizia fosse poco esperta nel gestire un arresto, richiedendo fino a sette ore per compilare le scartoffie necessarie. Ha ribadito però l’importanza di usare il proprio ruolo pubblico per attirare l’attenzione sui problemi globali e sensibilizzare la gente.

Solidarietà internazionale:

L’attrice ha ringraziato Schlein per i manifesti organizzati in Italia a sostegno della popolazione di Gaza. Queste proteste hanno segnalato una forte solidarietà con le vittime delle violenze e hanno contribuito ad alimentare il dibattito sulla riconoscenza dello Stato palestinese.

Importanza del movimento civico:

Susan Sarandon ha ribadito l’importanza di uscire nelle piazze per protestare contro le ingiustizie e il silenzio dei governi. Ha sottolineato come la partecipazione attiva sia fondamentale per creare un cambiamento positivo.

La verità non ha prezzo:

L’attrice ha concluso affermando che, anche se il suo impegno politico le ha costato una parte della sua carriera e molti detrattori, non sarebbe mai riuscita ad essere autentica fingendo di essere qualcosa di diverso. La libertà di espressione è un diritto fondamentale che va difeso a ogni costo.

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