Sono le 8.11 e 58 secondi dell’8 ottobre 2001, un giorno come tanti all’aeroporto di Linate, nella periferia est di Milano. La nebbia era così densa da rendere difficile ogni movimento. Da torre del controllo si riceve una telefonata: qualcuno chiede se un volo Scandinavian Airlines (Sas) vi ha contattato. “No”, rispondono dal centro di controllo d’area, ignari che l’aereo è scomparso dai radar.
Il via vai quotidiano dello scalo aeroportuale
Nel giorno dell’incidente, Linate era un crocevia frenetico di viaggiatori. Con 17 gradi all’esterno, la visibilità era ridotta a pochi metri per via della nebbia. Gli spostamenti continuavano nonostante le condizioni climatiche sfavorevoli.
Il volo SK686 di Scandinavian Airlines, un Md-87 con 104 passeggeri e una crew di sei persone (due piloti e quattro assistenti di volo), era previsto per le 7.35. Dopo l’imbarco completo alle 7.41, il jet decolla quasi due minuti prima del previsto, alle 8.10.
I dettagli dell’incidente
In quel momento, un piccolo Cessna 525 Citation CJ2 privato era in attesa di decollare dal terminal privati situato a ovest della pista principale. Luca Fossati e Stefano Romanello erano sul velivolo diretto a Parigi-Le Bourget.
Il controllore dei movimenti aveva indicato al pilota privato di rullare lungo il raccordo R5 per raggiungere la pista principale. Tuttavia, probabilmente confuso dalla segnaletica usurata e dalle mappe non aggiornate, il Cessna si trovava invece sul raccordo R6.
A quel punto, l’aeromobile entrò in pista contromano, nascondendosi alla visibilità degli operatori di terra e dei piloti del volo Sas. Senza radar di terra attivo, nessuno era in grado di vedere il velivolo privato nelle condizioni di nebbia.
Il dramma inizia: collisione aerea
Alle 8.10 esatte, il volo SK686 sta per decollare quando urta contro il Cessna fermo in pista. Il jet Scandinavia subisce gravi danni e perde la gamba del carrello destro e un motore. Tuttavia, l’aeromobile riesce a sollevarsi fino a 11 metri.
Il comandante Joakim Gustafsson tenta di risalire in aria ma le pale dei motori sono danneggiate dai detriti provenienti dall’urto. L’aereo precipita contro un edificio dello smistamento bagagli, a 257,6 chilometri orari, causando l’incendio del velivolo e il disastro.
Risposta alle emergenze: confusione iniziale
Le prime persone a capire che qualcosa non va sono le guardie di sicurezza dell’aeroporto. Dalle 8.10 al momento dell’urto, ci sono diverse chiamate tra torre e gestione del traffico cercando di identificare la fonte dei rumori.
Il controllore dà l’allarme ai soccorsi locali ma è solo alle 8.12:40 che il volo Alitalia AZ2023 chiama per chiedere informazioni sul disastro. La confusione continua e nessuno ha notizie del velivolo Sas.
I danni e le vittime
Il disastro di Linate è il peggior incidente aereo in Italia, con 118 morti (tra cui i 110 passeggeri e membri dell’equipaggio del volo Sas e quattro persone sul Cessna privato) oltre al ferito grave tra le vittime. Inoltre, si tratta della seconda collisione in fase di decollo più mortale nel mondo dopo Tenerife nel 1977.
Le cause dell’incidente: analisi e riscontri
L’inchiesta del disastro ha evidenziato diverse cause contribuenti al dramma. La mancanza di radar attivo, la confusione tra le mappe non aggiornate e l’inadeguatezza della segnaletica hanno creato un insieme di condizioni pericolose.
Inoltre, la nebbia fitta ha reso difficile per i piloti notare il velivolo privato che si trovava in pista contromano. Senza radar attivo, nessuno era in grado di vedere l’aereo e prevenire l’urto.
Le conseguenze per l’aviazione europea
L’incidente ha avuto un impatto significativo sull’aviazione europea, indirizzando cambiamenti nelle procedure di sicurezza. I riscontri dell’inchiesta hanno portato a migliorare la segnaletica e le mappe degli scali, rendendo più efficaci i sistemi di comunicazione tra torre di controllo e aeromobili.
Un giorno che non si dimenticherà mai
Il disastro di Linate del 2001 è rimasto impresso nella memoria collettiva come un tragico evento che ha cambiato le regole dell’aviazione italiana. Le vittime e i loro familiari sono stati profondamente commossi da questo incidente, che ha evidenziato l’importanza di un sistema sicuro e efficiente.