Il governo Trump ha annunciato giovedì l’imposizione di nuove tariffe ad alte percentuali su numerosi paesi alleati, come parte del tentativo di ripristinare i dazi che erano stati aboliti dalla Corte Suprema nel mese di febbraio.
Novità della decisione
Il nuovo decreto imposta nuove tariffe tra il 10 e il 12,5% a decine di paesi alleati degli Stati Uniti. Questa misura segue un’indagine durata cinque mesi sull’impegno dei partner commerciali americani nel contrastare i prodotti fabbricati con lavoro coatto.
Effetto immediato delle tariffe
Queste nuove tariffe entreranno in vigore proprio quando scade il dazio temporaneo del 10% che era stato deciso per tutelare l’industria americana. A partire da venerdì, 17 paesi tra cui Canada, Unione Europea, Indonesia e Regno Unito, dovranno affrontare un dazio del 10%, mentre altri quattro paesi che hanno concluso accordi commerciali con gli Stati Uniti per eliminare il lavoro coatto subiranno la stessa percentuale.
Tariffe più alte su altri stati
Un’altra quarantina di nazioni, tra cui Giappone, Cina, Corea del Sud e Australia, vedranno un aumento delle tariffe al 12,5%. Questo riflette le conclusioni preliminari dell’indagine pubblicate in giugno.
Commento ufficiale
Un alto funzionario amministrativo ha affermato che "questa è l’iniziativa più ampia per i diritti del lavoro internazionale mai intrapresa dagli Stati Uniti o da qualsiasi altro paese". Secondo il governo americano, questa misura incoraggerebbe gli altri paesi ad intensificare le proprie politiche contro il lavoro coatto e contribuirebbe a ristabilire la giustizia nel mercato globale per i lavoratori statunitensi.
Esenzioni e deroghe
Alcuni paesi sono riusciti a ridurre l’importo delle tariffe dopo aver introdotto una proibizione sul lavoro coatto, come India, Trinidad and Tobago, Honduras e Sri Lanka. Inoltre, le esenzioni continuano per beni di prima necessità o prodotti che non possono essere prodotti negli Stati Uniti, come il corallo da Portugal e i gioielli preziosi.
Risposta alla Corte Suprema
La decisione del governo Trump mira a ristabilire le tariffe strappate dalla sentenza della Corte Suprema di febbraio. Nel mese successivo, il presidente aveva imposto un dazio globale del 10% sulla base dell’articolo 122 della legge sul commercio, ma questo era valido solo per centocinquanta giorni e scade a fine settimana.
Confronti con l’anno precedente
I nuovi dazi sono più bassi rispetto ai tassi del 20% che la Cina subiva quando il presidente Trump imponeva tariffe reciproche, mentre Giappone e Corea del Sud pagavano il 15%, e Indonesia, Malaysia, Pakistan e Thailandia avevano un tasso del 19%.
Nuove indagini in arrivo
Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti è in attesa di completare altre indagini sul commercio. Un’indagine sui paesi che accusa di sovrapproduzione potrebbe portare ad ulteriori aumenti delle tariffe su nazioni come Cina, Unione Europea, Indonesia, Corea del Sud e altri ancora.
Prossime mosse
Il governo Trump sta anche valutando altre possibili misure contro la sovrapproduzione di prodotti industriali in vari paesi. Inoltre, il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer ha annunciato che ci sono ulteriori indagini sulle politiche farmaceutiche della Germania e potenziali tariffe su altri paesi se non si raggiungono accordi.
Conclusione
Queste nuove decisioni di Trump evidenziano l’impegno del governo americano a proteggere i lavoratori statunitensi e ad agire contro il lavoro coatto, anche se le tariffe potrebbero avere un impatto sul commercio globale. La situazione rimane in attesa di sviluppi significativi nelle prossime settimane.


