Il mondiale di calcio del 2026 ha atterrato in alcuni dei più piccoli comuni degli Stati Uniti, come East Rutherford nel New Jersey e Foxborough in Massachusetts. Questa scelta ha portato i sindaci di questi centri a dover fronteggiare spese ingenti per ospitare eventi di tale rilevanza.
Il Mondiale e le piccole città
Quando gli Stati Uniti, il Messico e il Canada hanno vinto la gara per ospitare il mondiale del 2026, si era immaginato che i tornei avrebbero avuto luogo in grandi metropoli come Miami o San Francisco. Tuttavia, le partite di calcio si sono trovate in comuni spesso sconosciuti anche ai tifosi più accaniti.
Sindaci a corto di fondi
Jeffrey Lahullier, sindaco di East Rutherford, una città di 10.000 abitanti che ospiterà la finale del mondiale, racconta: "Quando dico che sono il sindaco di East Rutherford, la gente mi chiede dove sia". "Rispondo: sapete dove si svolgeranno i match?"
La città di East Rutherford, a pochi chilometri da New York, ha un budget annuale di 34 milioni di dollari e deve fronteggiare spese extra per il servizio di sicurezza. "Mi è stato detto che sto ospitando otto Super Bowl", commenta Lahullier. "Ma non è un’attività redditizia: stiamo spendendo soldi sperando di recuperarli in futuro."
Una storia di migrazioni sportive
Il fenomeno dei comuni ospitanti grandi eventi sportivi ha radici che risalgono alla fine degli anni sessanta, quando squadre di vari sport abbandonarono le città centrali per trasferirsi in aree suburbane. Questa tendenza è stata guidata da fattori come l’urbanizzazione e la crescita delle auto.
La prima grande migrazione si è avuta nel 1971, quando i Boston Patriots decisero di lasciare la città per trasferirsi a Foxborough, un piccolo comune poco più che una mezz’ora in macchina dalla città. La squadra cambiò nome diventando i New England Patriots.
Politica e sport si intrecciano
La decisione di ospitare eventi sportivi su terreni suburbani ha portato a problematiche politiche e sociali. Per esempio, la costruzione del stadio dei Miami Dolphins nel 1984 in un’area ruralissima fu contestata da residenti locali che temevano l’espulsione dalla loro comunità.
"La popolazione di Lake Lucerne era scettica sull’arrivo dello stadio", ricorda Joe Robbie, il proprietario della squadra. "Ma alla fine, anche se abbiamo trovato un cimitero indiano sul sito, siamo riusciti ad aprire le porte del nuovo stadio nel 1987."
Nuove sfide e opportunità
L’arrivo di grandi eventi ha trasformato piccoli comuni in centri di sviluppo economico e turistico, ma ha anche portato nuovi problemi come il traffico e la sicurezza pubblica. Inglewood, ad esempio, è diventata un importante centro sportivo ospitando il stadio dei Rams, ma l’arrivo della squadra ha causato significativi spostamenti di popolazione.
Il futuro incerto
I sindaci di questi piccoli comuni devono affrontare una sfida delicata: cercare di trarre beneficio dagli eventi sportivi senza finire nel rosso. In molti casi, la spesa per organizzare gli eventi supera i guadagni.
"Non è facile gestire questo tipo di evento", conclude Lahullier. "Ma ci sto lavorando per assicurare che East Rutherford possa trarre vantaggio dal mondiale senza doverci rimettere troppo."


