Commissione europea approva riforme debolite del sistema di scambio delle emissioni

Di Alessandro Torrisi ·4 min di lettura
Punti chiave

La Commissione Europea ha confermato che lascerà continuare l’emissione di gas a effetto serra da parte dell’industria europea fino al 10 dicembre 2040, offrendo inoltre più certificati gratuiti per un periodo più lungo. Questa decisione è parte di una revisione del Sistema Europeo di Scambio delle Emissioni (ETS), il principale strumento della UE per affrontare le conseguenze climatiche.

Revisione attesa da tempo

Il documento, che seguiva mesi di dibattiti interni e negoziazioni, è stato pubblicato venerdì dopo una notte intera di discussioni. La proposta rappresenta un allentamento significativo dell’impegno originario e rischia di suscitare controversie nel Parlamento Europeo e tra i paesi membri.

Sostenitori del sistema ETS insoddisfatti

Romina Pourmokhtari, ministro dello Sviluppo economico e della Protezione ambientale della Svezia, ha definito la proposta "un abbandono" in un momento di estreme temperature estive. Secondo lei, l’indecisione della Commissione compromette il livello di gioco equo per le imprese che hanno investito nel cambiamento climatico.

Allentamenti significativi nelle riduzioni di emissioni

La proposta prevede un rallentamento notevole nella velocità con cui l’industria sarà obbligata a ridurre le sue emissioni. Il "fattore lineare di riduzione" (LRF), che rappresenta la percentuale annuale in cui i limiti di emissione dovrebbero scendere, passerà da un tasso del 4,4% al 3,7% tra il 2031 e il 2035. Dopo il 2036, questo ritmo diminuirà ulteriormente a soli 1,7% all’anno.

Certificati gratuiti per un periodo più lungo

In aggiunta alla riduzione delle restrizioni sulle emissioni, la Commissione ha deciso di distribuire certificati gratuiti per periodi più estesi. Le industrie interessate al dazio carbonico interno riceveranno questi certificati fino al 2038, un passo che potrebbe suscitare controversie presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Opzione di acquisto di crediti esterni

Per la prima volta, a partire dal 2036, le imprese avranno la possibilità di acquistare crediti carbonio da fuori dell’UE per compensare le loro emissioni. Questa opzione potrebbe ridurre il prezzo del carbonio e fornire alle industrie ulteriori opportunità di inquinamento.

Controversia su finanziamenti esterni

Includere crediti internazionali nel sistema ETS è stato uno dei punti più controversi tra i commissari. I particolari sul momento in cui i finanziamenti del Banco Industriale per la Decarbonizzazione saranno disponibili sono stati oggetto di discussioni intense.

Investimenti incentivati dalla Commissione

Per incoraggiare gli investimenti nella decarbonizzazione, la proposta prevede che almeno il 50% dei ricavi generati dall’ETS venga rimborsato alle imprese per finanziare misure di decarbonizzazione. Questo potrebbe suscitare controversie tra i paesi membri che contano sulle entrate provenienti dalle vendite delle licenze ETS.

Premi per le aziende leader

Le imprese che hanno guidato il cambiamento climatico riceveranno ulteriori vantaggi. Le società nel top 10% in termini di riduzione delle emissioni non dovranno dimostrare i propri sforzi ecologici e otterranno automaticamente le licenze.

Avvicinamento al settore aereonautico

Il sistema ETS sarà esteso gradualmente anche al settore dei voli internazionali, ma con una soluzione specifica. A partire dal 2029, i voli che atterrano in paesi situati entro 5000 km dall’UE saranno coperti dall’ETS.

Estensione al settore dell’incombustione

L’estensione del sistema ETS sarà progressiva anche per l’incenerimento dei rifiuti, che entrerà in vigore dal 2031. Questo passo mira a includere ulteriori attività industriali nel sistema di riduzione delle emissioni.

Riserve sui nuovi accordi

Il presidente della Commissione per il Clima Wopke Hoekstra ha sottolineato che la riforma rappresenta un approccio più "amichevole" verso l’industria, ma ha insistito sul fatto che gli obiettivi climatici dell’UE non sono stati abbandonati. Secondo lui, i cambiamenti avranno un impatto positivo sulla transizione energetica e favoriranno la riconversione industriale.

Incognite per l’avvenire

Nonostante le asserzioni della Commissione, resta da vedere se queste modifiche saranno accolte con favore dalle forze politiche europee. Gli oppositori sostengono che l’allentamento delle regole compromette seriamente i progressi nell’azione climatica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *