La Commissione europea ha subito un ulteriore intoppo nella sua missione di approvare il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Per la terza volta consecutiva, le nazioni dell’Unione Europea (UE) non sono riuscite a trovare una soluzione durante i negoziati del mercoledì scorso. Ciò ha portato al mantenimento temporaneo del tetto di prezzo sul petrolio russo al livello attuale fino a domani, 23 luglio.
Ambasciatori europei in riunione:
I diplomatici dell’UE hanno deciso di rimandare le prossime trattative all’18 agosto. Nel frattempo, il tetto di prezzo per il petrolio russo è stato fissato a 44,10 dollari al barile fino a domani.
Irelande alla guida:
L’Irlanda, che detiene attualmente la presidenza rotativa del Consiglio dell’UE, ha fissato una nuova riunione degli ambasciatori per il 22 luglio. Questo significa che, senza un’estensione prossima, il tetto di prezzo sul petrolio russo salirebbe automaticamente a causa della recente escalation dei prezzi petroliferi a seguito dell’instabilità in Iran.
Problemi legali:
La Commissione europea è tenuta legalmente a ricalcolare il tetto di prezzo dopo il 15 luglio, ma la nuova misura entrerà in vigore solo a partire dal 1° agosto. Questo tempo di latenza offre una certa flessibilità alle decisioni del blocco europeo.
Le ragioni della mancata approvazione:
Il motivo principale delle difficoltà nel riuscire a unire i 7 voti necessari per il pacchetto è la proposta di Raiffeisen Bank d’Austria. Il gruppo bancario austriaco ha chiesto una compensazione per l’espulsione illegale dei suoi asset russi, valutati in 2,4 miliardi di euro. L’accordo prevede che gran parte del denaro recuperato venga investito in un fondo di ricostruzione per la Ucraina.
Grecia e le sue obiezioni:
In aggiunta alle complessità legate alla Raiffeisen Bank, la Grecia ha sollevato delle preoccupazioni sui precedenti limiti al commercio del gas liquefatto russo. Queste sfide sono rimaste irrisolte fino a oggi.
Cambiamenti già approvati:
Nonostante i ritardi, il pacchetto di sanzioni è comunque considerato robusto e comprende l’inclusione di 250 nuove persone coinvolte nella guerra in Ucraina. Inoltre, prevede anche sanzioni contro altre banche russe e navi legate al contrabbando del petrolio.
Ucraina nelle prime linee:
Nonostante le difficoltà delle trattative europee, l’Ucraina continua a difendersi efficacementemente dalla Russia. L’esercito ucraino sta utilizzando droni per attaccare profondamente il territorio russo, causando pesanti perdite umane e danneggiando molte raffinerie di petrolio.
Conseguenze economiche:
La pressione militare contro la Russia ha portato a una scarsità generale di carburante nel paese. La necessità di importazione da altri mercati mondiali è diventata urgente, rendendo ancora più critica l’efficacia delle sanzioni europee.
Unione necessaria:
La necessità di unire le posizioni dell’UE per approvare nuove misure contro la Russia è evidente. Tuttavia, i vari interessi nazionali e i compromessi richiesti rendono difficile raggiungere un accordo.
Prossimi passi:
La situazione attuale dimostra quanto sia delicata la diplomazia europea in questo momento di crisi. La prossima riunione del 22 luglio potrebbe rappresentare una svolta importante per risolvere questi impatti economici e politici.


