Quando il Regno Unito uscì dall’Unione Europea nel 2016, i sostenitori del Brexit avevano in mente una visione chiara per la City di Londra: diventare una potente borsa finanziaria globale libera dalle regole dell’UE. Al contrario, i detrattori prevedevano la perdita di posti di lavoro e l’emigrazione di aziende verso il continente, dove la City avrebbe perso prestigio e alla fine sarebbe stata sostituita. Oggi, dieci anni dopo il voto per uscire dall’UE, emerge che entrambe le previsioni si sono rivelate parzialmente errate.
La City rimane leader europeo
La City di Londra è ancora la principale borsa finanziaria dell’Europa per i mercati istantanei. Guadagna posizioni di primato nel trading di valute estere, titoli a lungo termine e materie prime, nonché in banca internazionale. Rimane il centro europeo della sicurezza specializzata e delle tecnologie finanziarie.
Ma la City ha perso terreno
Nonostante i successi, però, la City ha perduto molta energia di crescita. La sua quota sui mercati globali è diminuita e l’economia britannica nel suo complesso si è ralentata rispetto ai tempi pre-Brexit. "In generale, la City è rimasta immobile", ha osservato Jonathan Hill, ex commissario per i servizi finanziari del Regno Unito all’UE.
Il ruolo dell’America
L’America si sta avvantaggiando della situazione creata dal Brexit. Mentre il Regno Unito è stato distratto dai problemi interni, gli Stati Uniti hanno guadagnato terreno economicamente e stanno diventando sempre più importanti nel campo finanziario globale. "Ci sono stati enormi cambiamenti strategici negli ultimi dieci anni dal vecchio continente verso l’America", ha affermato Hill.
Il dibattito interno britannico
In Gran Bretagna, le successive amministrazioni di partiti diversi hanno cercato di soddisfare i bisogni della City liberandola da regolamentazioni. Ma il New Financial, un’organizzazione di pensiero indipendente, ha evidenziato che spesso queste riforme non sono state accompagnate da una visione chiara e coesa per l’industria finanziaria britannica.
Il problema europeo
L’UE stessa non è uscita indenne dal Brexit. Le capitali del continente hanno combattuto per attrarre aziende emigrate dalla City, ma nessuna di esse è riuscita a creare una vera e propria alternativa competitiva. Ora l’Europa è preoccupata di perdere terreno anche rispetto agli Stati Uniti, dove New York rimane il luogo preferito per le grandi quotazioni.
La tecnologia in gioco
Le investiture tecnologiche negli Stati Uniti sono nettamente superiori a quelle del Regno Unito nel corso degli ultimi 5 anni. Questo ha un impatto significativo sulle competizioni finanziarie globali, rendendo l’America sempre più dominante.
La sfida politica
Ci sono state speranze che il Regno Unito e l’UE potessero avvicinarsi di nuovo su questioni finanziarie in un momento di raffreddamento delle tensioni sotto la guida del primo ministro Keir Starmer. Ma ora che Andy Burnham è candidato a Downing Street, si prevede una nuova instabilità politica.
La sfida per il futuro
Il Regno Unito ha perso quota in settori chiave della finanza interna e internazionale negli ultimi cinque anni. Nonostante i tentativi di ridurre la burocrazia, manca una visione chiara su come generare crescita e attrarre le grandi aziende globali nel paese.
Conclusioni
Dopo dieci anni dal referendum del Brexit, la City di Londra continua a essere un centro finanziario importante ma ha perso molta energia. Mentre l’America si sta avvantaggiando della situazione creata dal Brexit, entrambe le parti – Regno Unito e UE – temono di perdere terreno nel panorama globale delle finanze.