Il parco Stanley a Vancouver è meta di turisti da tutto il mondo, ma in queste settimane si respira un’atmosfera diversa. La città ospita i match della Coppa del Mondo Qatar 2022, sostituendo le proteste che avevano caratterizzato l’Olimpiade di Vancouver nel 2010 con una calda accoglienza dei fan locali e internazionali.
Il ritorno del calcio:
Mentre Canada affronta il Qatar in un match storico, le strade intorno allo stadio BC Place sembrano tranquille. Am Johal, che aveva guidato la campagna anti-Olimpica nel 2010, osserva: "È più o meno una nullità". Le proteste sono scarse, sebbene il costo pubblico stimato superi i miliardi di dollari.
La lunga battaglia:
Dopo che Vancouver ebbe vinto la gara per ospitare gli Olimpiadi invernali del 2010, una coalizione di attivisti si formò contro l’evento. Inizialmente cercarono di impedire al Canada di ospitarle; poi chiesero adottassero impegni sociali e infine cercarono di discreditare i responsabili.
Il costo pubblico:
I governi federali, provinciali e locali hanno speso oltre un miliardo di dollari per organizzare gli eventi di Vancouver e Toronto. Secondo sondaggi condotti dall’Angus Reid Institute, il 70% degli abitanti delle due città riteneva che non fosse giusto spendere tanto denaro pubblico.
La questione dei costi:
Johal sostiene: "Se il governo intende impiegare un miliardo di dollari in fondi pubblici, dovrebbe effettuare una valutazione accurata dell’opportunità". Secondo lui, le organizzazioni che non sono controllate dalla città non dovrebbero ricevere finanziamenti pubblici.
Le tensioni crescenti:
Con l’avvicinarsi degli Olimpiadi, la coalizione di attivisti si era moltiplicata e aveva iniziato a creare frizioni. Queste si concentravano su temi come il dislocamento delle popolazioni locali, le misure poliziesche contro i senzatetto e gli utenti di droga, e la tutela del territorio indigeno.
La divergenza degli attivisti:
La coalizione si divise tra una linea moderata che cercava impegni politici specifici per garantire un evento "trasparente, inclusivo e socialmente sostenibile", e una linea più radicale che minacciò di espellere i membri del comitato organizzatore dalle loro case.
Le conseguenze internazionali:
Il movimento anti-Olimpico ha avuto un impatto su altre città, ispirando proteste contro le candidature alle Olimpiadi e alla Coppa del Mondo. Boston rinunciò a partecipare ai Giochi di 2024 dopo un referendum popolare; Budapest e Amburgo fecero lo stesso con la Coppa del Mondo.
Il cambiamento in corso:
Questo mese a Vancouver, il movimento anti-World Cup è più discreto. Le nuove leggi "FIFA Bylaws" mirano a regolamentare i venditori ambulanti e le attività di propaganda, ma la presenza di attivisti sembra minima.
La tecnologia della polizia:
Anche se non ci sono proteste significative, l’uso della tecnologia da parte dei poliziotti è aumentato. Il Pivot Legal Society ha inviato osservatori legali per assistere le persone in conflitto con la legge e gli agenti di polizia.
Un nuovo atteggiamento:
Eby, che era stato un attivista anti-Olimpico, ora è il premier della provincia. Invece di protestare contro l’evento, sostiene apertamente le squadre locali: "Siamo così entusiasti di ospitarli e abbiamo già vinto la prima partita".
I cambiamenti nella città:
Nel 2010, il quartiere del Downtown Eastside era al centro delle proteste contro l’Olimpiade. Oggi sembra più tranquillo, nonostante le nuove leggi che danno ai poliziotti poteri speciali per gestire la sicurezza durante i grandi eventi.
Il World Cup come evento globale:
Mentre gli Olimpiadi si concentrano in una città per due settimane consecutive, il World Cup si svolge su 16 città di tre paesi e dura più di cinque settimane. Questo rende l’evento più logistico e distribuito rispetto alle precedenti manifestazioni.
L’Iran e il calcio:
Il match tra Iran e Belgio ha visto i giocatori iraniani festeggiare in modo particolare con gli spettatori, alcuni dei quali brandivano bandiere simboliche. Un fan iraniano-americano ha dichiarato: "Il team è qui per vincere, nonostante la controversia".
Jordan e il calcio:
Dina Kawar, ambasciatrice di Giordania negli Stati Uniti da 2016, sostiene che l’arrivo del suo paese alla Coppa del Mondo è un’occasione per mostrare una faccia diversa della regione. Il paese cerca di sfruttare il torneo come piattaforma per promuovere le proprie attività sportive e turistiche.
L’importanza dell’esordio:
La squadra giordana affronta la sua seconda partita domani in California, mentre la prima ha visto la loro sconfitta contro l’Austria. Per avanzare alle fasi eliminatorie, è necessario una vittoria su Algeria.
La visione di Kawar:
La diplomata giordana spera che il torneo mostri al mondo un’immagine diversa della sua nazione, spingendo i turisti e gli investitori a considerare la Giordania come destinazione sportiva e di business.