La Bulgaria ha approvato la vendita di sofisticate tecnologie di sorveglianza a agenzie di intelligence e sicurezza di paesi con una storia di violazioni dei diritti umani. Documenti visti da POLITICO mostrano che l’autorità bulgara per il controllo delle esportazioni ha emesso licenze per Circles BG, una società di Sofia specializzata in sorveglianza digitale, per vendere sistemi di intercettazione e strumenti di tracciamento a enti governativi di Azerbaigian, Serbia, Malaysia e Messico.
Circles: un affiliato dell’NSO Group
Una delle fondatrici di Circles, Tal Dilian, è stata sancita dagli Stati Uniti nel 2024 per la sua attività in una compagnia che sviluppava software spia usato per tarare giornalisti e politici. Il NSO Group, un’azienda israeliana dietro il famigerato Pegasus spyware utilizzato contro leader politici globali come Emmanuel Macron e Imran Khan, è un affiliato di Circles.
Esportazioni tra il 2018 e il 2023
Il dossier di Human Rights Watch ha rivelato che le esportazioni hanno avuto luogo tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2023. Nel 2020, i ricercatori del Citizen Lab avevano già segnalato operazioni di sorveglianza da parte di Circles che sfruttavano vulnerabilità nei sistemi telecom di diversi paesi.
Azerbaigian: investimenti in tecnologia di sorveglianza
I documenti mostrano che l’Azerbaigian ha acquistato server e strumenti di tracciamento cellulari da Circles BG per oltre 42.000 dollari, tra il 2018 e il 2023. Questo include un sistema di tracciamento basato su torri telefoniche che permette di determinare la posizione dei telefoni mobili.
Serbia: acquisto prima delle elezioni
In Serbia, il ministero dell’Interno ha acquistato uno strumento di sorveglianza e tracciamento cellulari per oltre 18.000 dollari pochi mesi prima delle elezioni del dicembre 2023. Amnesty International ha inoltre denunciato l’utilizzo di spyware contro giornalisti e attivisti civici da parte della polizia serba, accuse che il governo ha contestato.
Malaysia: investimenti nelle tecnologie di sorveglianza
La Malaysia ha acquistato sistemi di intercettazione vocali con localizzazione (Vole) attraverso Telekom Malaysia Berhad per oltre 52.000 dollari, includendo servizi di installazione e formazione.
Licenze controversie
Le licenze non indicano che le esportazioni fossero illegali o che i sistemi fossero usati in modo illegale. Tuttavia, il governo bulgaro ha dichiarato che la documentazione fornita da Circles dimostra che tali tecnologie sono destinate a prevenire e investigare crimini e terrorismo, nonché a operazioni di soccorso umanitario.
Dubbi sui controlli UE
Il dossier di Human Rights Watch solleva nuove domande sul modo in cui gli stati membri dell’UE implementano i controlli di esportazione sulla tecnologia di sorveglianza, specialmente verso paesi con una storia negativa per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani e la democrazia.
Connessioni globali
Il dossier evidenzia che diverse agenzie governative in tutto il mondo sono state elencate come destinatari di tecnologie Circles, tra cui agenzie di Bahrain, Brasile, Repubblica Dominicana, Ghana, Guatemala, El Salvador, Giordania, Messico, Marocco e Panama. In uno dei casi, un sistema di sorveglianza è stato inviato a un ente governativo del Messico, una regione gravemente colpita dalla violenza organizzata.
NSO Group e Circles
I documenti mostrano che NSO Group ha acquistato tecnologie da Circles nel 2021 per oltre 119.000 dollari, che sono stati poi trasferiti all’unità difesa civile dell’esercito israeliano.
Risultati controversi della Commissione Europea
Le scoperte di Human Rights Watch arrivano mentre la Commissione Europea sta preparando una nuova revisione del regime UE per i controlli di esportazione, prevista per il 2027. Il documento critica l’inattività della Commissione europea nella prevenzione delle esportazioni potenzialmente dannose.
Conclusioni
Il dossier di Human Rights Watch mette in luce un problema significativo riguardo ai controlli UE sui sistemi di sorveglianza, suggerendo la necessità di una revisione e miglioramento dei regolamenti esistenti per prevenire che tali tecnologie finiscano nelle mani di governi accusati di abusi.