L’accordo provvisorio tra gli Stati Uniti e l’Iran ha fatto salire le quote in borsa e abbassare i prezzi del petrolio e del gas. Tuttavia, molte incertezze rimangono sulla sicurezza dello stretto di Hormuz e sulla competizione per la fornitura di gas naturale.

Il risveglio dei mercati

Gli accordi hanno portato a una ripresa immediata delle quote in borsa, con un calo significativo nei prezzi del petrolio e del gas. Il Brent crude, che influenza i prezzi al pompiere, è sceso sotto i 80 euro, il più basso livello dal marzo scorso.

Effetti immediati sull’energia

La tregua estesa dall’accordo ha ridotto l’immediato rischio di nuovi attacchi alle infrastrutture e alla navigazione nel Golfo Persico. Ciò ha già portato a una diminuzione dei prezzi dell’energia in Europa, dove i costi energetici sono strettamente legati ai mercati mondiali.

Riavvio della produzione petrolifera

Secondo le previsioni di Kpler, un’azienda di ricerca sui beni sotterranei, il danno alle infrastrutture petrolifere è limitato e la produzione potrebbe riprendersi entro sei settimane. La produzione iraniana potrebbe risalire più rapidamente delle altre.

Incertezze sullo stretto di Hormuz

Tuttavia, rimangono molte incertezze sulla sicurezza dello stretto di Hormuz e sui possibili nuovi costi per la navigazione. Il presidente americano Donald Trump ha affermato che il canale sarà aperto gratuitamente, ma l’amministrazione americana si è ritirata da questa posizione dopo dichiarazioni contrastanti dell’Iran.

Conflitto su tariffe e tasse di transito

Tehran potrebbe voler imporre una sorta di tassa per le navi che attraversano il canale, un punto di grande tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran. Questo potrebbe rallentare la ripresa della navigazione e mantenere la carestia del petrolio.

Concorrenza sull’energia

Anche se lo stretto fosse riaperto completamente, l’estate vedrà una forte competizione tra Europa e Asia per il gas naturale liquefatto. La carenza di infrastrutture potrebbe esercitare pressione sui forniture del super refrigerato carburante che sia l’Europa che l’Asia utilizzano per generare energia.

Impatti economici futuri

La ripresa della produzione petroliera è ancora incerta, e i prezzi rimangono lontani dai livelli prebellici. L’economista di Oxford Economics Daniel Kral ha detto a POLITICO che "non siamo ancora fuori dai guai".

Rischi per il mercato del gas naturale

Inoltre, la competizione tra Europa e Asia per il gas naturale liquefatto potrebbe intensificarsi. L’Europa rischia di fare acquisti pazzeschi se non raggiunge i traguardi stabiliti dall’UE, mentre l’Asia può avere una forte domanda dovuta a temperature estreme dovute all’El Niño.

Impatto dell’impero cinese

Un altro fattore da considerare è il ritorno della Cina sul mercato energetico. Il paese potrebbe iniziare ad acquistare nuovamente energia per rimpiazzare le sue riserve esaurite, limitando ulteriormente la caduta dei prezzi.

Conclusione provvisoria

In conclusione, l’accordo tra Stati Uniti e Iran offre un respiro temporaneo ai mercati energetici, ma molte incertezze rimangono. La sicurezza dello stretto di Hormuz, le nuove tariffe e la competizione per il gas naturale continuano a creare incertezza sul futuro dell’energia mondiale.

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