Europa rischia di essere ‘soffocata’ in caso di guerra a causa della dipendenza dai combustibili fossili

Di Alessandro Torrisi ·4 min di lettura
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L’Unione Europea potrebbe diventare vittima di un’operazione di sofferenza economica durante un conflitto se non riduce la sua dipendenza dai combustibili fossili, secondo una recente avvertenza delle commissioni per la difesa e l’ambiente dell’UE. La dipendenza energetica è diventata una questione di sicurezza nazionale: l’UE acquista il 95% del suo petrolio e il 85% del gas necessario dalle nazioni estere.

Rischio di sofferenza economica

Secondo i responsabili europei, questa dipendenza dai combustibili esteri potrebbe trasformarsi in una minaccia alla sicurezza durante un conflitto. La Commissione Europea e le autorità militari sono preoccupate che nemici esterni possano usare il controllo delle risorse energetiche per “soffocare” l’UE.

Conflitti internazionali e prezzi in aumento

La situazione attuale è stata aggravata dalle guerre in corso, come quelle in Ucraina e Iran. Queste conflittualità hanno limitato le forniture di petrolio e gas, spingendo i prezzi energetici all’impazzata.

"Ora stiamo discutendo di una situazione in cui non siamo ancora in guerra ma già seriamente limitati nel nostro uso del petrolio, del gas, della kerosina", ha detto il commissario per l’ambiente Wopke Hoekstra. "Immaginatevi cosa succederebbe in un contesto di guerra imminente o durante una guerra vera: l’avversario potrebbe usare questo meccanismo per soffocarci".

La soluzione è la transizione energetica

La risposta è chiara: la transizione verso fonti energetiche rinnovabili e indipendenti. Il commissario della difesa Andrius Kubilius ha sottolineato che l’UE deve concentrarsi sulle energie solare, eolica, nucleare e sui combustibili sintetici per ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili.

Progetto a lungo termine

Il progetto di transizione energetica è un impegno che richiede decenni. Anche se i militari europei riconoscono l’importanza di ridurre la dipendenza energetica, sanno che non ci sarà una soluzione rapida.

"Siamo in una situazione di potenziale estorsione", ha affermato Hoekstra. "Questa dipendenza non si risolverà da un giorno all’altro, ma dobbiamo ridurla al più presto per proteggere i nostri cittadini e la sicurezza nazionale".

Diversificazione non sufficiente

Non bastano semplici misure di diversificazione delle forniture energetiche. Anche se l’UE ha ridotto la dipendenza dal gas russo, è passata a importazioni di LNG dagli Stati Uniti e Qatar.

"La soluzione è un’eccessiva abbondanza di energia prodotta in Europa", ha ribadito Hoekstra. "Dobbiamo creare una situazione in cui i combustibili fossili siano economicamente irrilevanti, tanto da poterli usare esclusivamente per scopi militari".

Dependenza dalla Cina

Ma mentre l’UE lavora alla transizione energetica, deve anche evitare di creare nuove dipendenze. In particolare, non deve affidarsi alla Cina per materiali critici e tecnologie rinnovabili.

"Sono determinato a garantire che produciamo in Europa", ha dichiarato Hoekstra. "Non vogliamo creare un’altra fonte di sofferenza economica per la Cina".

Lessons from the past

Gli errori del passato mostrano come dipendere da paesi autoritari sia rischioso. "Se guardate i numeri degli ultimi 15-20 anni, abbiamo avuto una visione a corto termine e abbiamo creato una serie di dipendenze", ha aggiunto Hoekstra.

Kubilius ha sottolineato che le crisi russe del 2022 e l’attuale shock energetico iraniano hanno insegnato all’UE la necessità di ridurre le dipendenze economiche da paesi autoritari.

Conclusioni

La transizione energetica non è solo una questione ambientale, ma anche un imperativo di sicurezza nazionale per l’UE. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e creare una rete energetica indipendente sono passi cruciali per garantire la stabilità economica e militare dell’Unione Europea.

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