La NATO sta intensificando le misure di sicurezza per proteggere l’isola di Gotland dal rischio di un eventuale attacco russo. Un recente esercizio militare coordinato dalla NATO ha visto la partecipazione di oltre 18.000 soldati provenienti da tredici paesi, tra cui Canada, Danimarca, Finlandia e Norvegia.
Una posizione strategica critica
L’isola di Gotland riveste un ruolo fondamentale per la sicurezza dell’Europa orientale. Situata nel cuore del Mar Baltico a circa 300 km dalla enclave militarizzata russa di Kaliningrad, Gotland è un obiettivo cruciale come base operativa avanzata per le missioni aeree e navali nell’area.
"Con il raggio d’azione delle attuali armi, chi controlla Gotland può controllare gran parte del Mar Baltico," spiega Niklas Granholm, vice direttore dell’Agenzia di Ricerca Militare Svedese. Se la Russia fosse in grado di impadronirsi dell’isola e installarvi sistemi di difesa aerea potrebbe bloccare le vie di approvvigionamento delle tre repubbliche baltiche e della Finlandia, isolando così l’allenza NATO.
Ricostruzione militare
Dopo la fine del conflitto freddo, Gotland era stata quasi completamente desmilitarizzata. In seguito all’ingresso della Svezia nella NATO nel 2024, però, si è assistito a un rapido riarmo dell’isola.
La Svezia ha già investito oltre 200 milioni di euro in miglioramenti infrastrutturali e ha ristabilito sistemi di difesa aerea. Inoltre, un reggimento armato con veicoli corazzati CV90 e carri armati Leopard 2 è stato riattivato.
Dan Rasmussen, comandante della divisione Gotland, ha dichiarato che "almeno mille soldati in più" arriveranno sull’isola entro un anno. Si prevede anche l’arrivo di nuovi sistemi di difesa aerea IRIS-T entro il 2028.
Minacce idiozie e hibride
In aggiunta all’eventuale attacco militare diretto, Gotland affronta una crescente serie di minacce idiozie e hibride provenienti dalla Russia. Nel corso degli ultimi 18 mesi, l’isola ha subito un’invasione da parte di bottegai russi, il taglio di cavi sottomarini, interruzioni radiofoniche ed episodi di spionaggio.
"Hanno visto un aumento significativo dell’attività russa… tagli di cavo, sorvoli con droni, numerose incursioni di spionaggio," ha detto Anna Wieslander del Atlantic Council. "Nel contesto di una crescente incertezza sulla disponibilità degli Stati Uniti, il rischio che la Russia possa interpretare questa situazione come un’opportunità aumenta.
La presenza americana in questione
Il recente esercizio militare ha evidenziato anche le difficoltà con cui si deve fare i conti l’attuale amministrazione americana, che sta riducendo la propria partecipazione a vari esercizi NATO.
In aprile 2019 il presidente Trump ha annunciato improvvisamente una forte riduzione delle truppe statunitensi in Germania e Polonia. Queste decisioni hanno messo sottosopra l’Europa, alimentando dubbi sulla credibilità dell’allianza NATO.
"La partecipazione degli Stati Uniti all’esercitazione è stata ridotta," ha rivelato una fonte a POLITICO. "Tuttavia, 300 soldati americani hanno comunque preso parte all’esercizio."
L’importanza della cooperazione internazionale
Nonostante le difficoltà con gli Stati Uniti, Gotland continua ad essere un punto di riferimento per la NATO. "Abbiamo rivisto i nostri piani in vista dell’ingresso della Svezia nella NATO," afferma il vice capo di stato maggiore del comando NATO in Virginia, l’ammiraglio Frédéric de Rupilly.
L’esercitazione ha coinvolto truppe provenienti da vari paesi, tra cui Canada e Danimarca, Finlandia con gli F-18, Gran Bretagna con i sniper, Norvegia e Paesi Bassi con gli elicotteri Apache. Questa collaborazione internazionale è essenziale per la sicurezza del Mar Baltico.
Prepararsi al futuro
Gli esercitazioni hanno messo in luce anche le nuove minacce, come i sistemi di guerra con droni e missili. La Svezia sta imparando rapidamente dagli esperti ucraini, che mostrano una grande competenza nel campo della guerra dei droni.
"Siamo molto impressionati dalla quantità di droni usata dai nostri colleghi ucraini," afferma Dan Rasmussen. "Dobbiamo addestrarci maggiormente con questi sistemi."
Risposta integrata
La Svezia sta lavorando con tutte le forze locali, compresi il corpo di guardia costiero, la polizia e i vigili del fuoco, per sviluppare una risposta coordinata a qualsiasi eventualità. La responsabile regionale Meit Fohlin conferma che si incontrano ogni settimana per discutere delle possibili scenari.
"Dobbiamo essere pronti su tutti i fronti," dichiara Fohlin, "dalla sicurezza energetica ai rifornimenti, dallo sbarco di truppe alle interruzioni del servizio sanitario."
Le sfide future
Nonostante le attuali misure di sicurezza, alcuni esperti ritengono che la NATO potrebbe fare di più per proteggere Gotland.
"L’allianza dovrebbe considerare l’installazione di sistemi di difesa aerea di lungo raggio su Gotland," suggeriscono due diplomatici NATO anonimi. Questa misura sarebbe decisiva per detergere eventuali attacchi russi.