L’Unione Europea (UE) sta cercando di consolidare il proprio ruolo in campo sanitario internazionale, offrendosi come un interlocutore affidabile mentre altri paesi occidentali stanno riducendo i finanziamenti esteri. In una nuova strategia globale per la salute presentata mercoledì, la Commissione europea ha ribadito l’impegno dell’UE a fungere da partner solido per i paesi in via di sviluppo.
Messaggio diretto ai governi occidentali
Il messaggio della Commissione è stato rivolto tanto al governo degli Stati Uniti quanto ai paesi del Sud. Il presidente Donald Trump ha ridotto drasticamente gli stanziamenti per l’aiuto estero e ritirato il proprio paese dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Inoltre, altri paesi europei come Regno Unito, Francia, Germania e Paesi Bassi hanno tagliato i propri bilanci di assistenza internazionale. Secondo Oxfam, le riduzioni dei finanziamenti americani potrebbero causare 700.000 decessi evitabili ogni anno, principalmente tra i bambini.
Un impegno comune per la salute globale
"L’UE è stata e sarà un partner credibile, affidabile e prevedibile nella sanità globale," ha dichiarato il commissario europeo per le partnership internazionali, Jozef Síkela. Senza specificare nomi, Síkela ha sottolineato che l’UE non può colmare la carenza lasciata da altri partner, ma “non indietreggerà dai propri impegni sanitari.”
Rafforzamento dei sistemi sanitari locali
Uno degli obiettivi principali della nuova strategia è di aiutare a rivitalizzare i sistemi sanitari nei paesi in via di sviluppo, spingendo verso una maggiore autonomia piuttosto che un modello di donatori e beneficiari. La Commissione europea intende investire in farmaci, vaccini e diagnostiche per migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie.
Combattere l’instrumentalizzazione della salute
Il testo della strategia condanna l’“instrumentalizzazione” della sanità globale, evidenziando come i finanziamenti esteri stiano diventando sempre più transactionali. In particolare, gli Stati Uniti sono stati accusati di offrire fondi a paesi in via di sviluppo in cambio di un miglioramento delle sorveglianze dei malattia e l’accesso ai dati sanitari, nonché la fornitura di minerali rari. Secondo la Commissione europea, “la governance della salute globale sta spostandosi da una cooperazione multilaterale basata sui principi umanitari verso approcci bilaterali che a volte sono esplicitamente transazionali.”
Riduzione delle dipendenze e creazione di hub
Per ridurre le “dipendenze pericolose” nelle catene di fornitura, la Commissione europea vuole aiutare i paesi ad acquisire capacità di produzione locale. Inoltre, l’UE intende investire in nuovi centri di sviluppo terapeutico e diagnostiche globali, nonché collaborare con organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale per mappare gli stanziamenti sanitari mondiali.
Lotta alla disinformazione
La strategia si estende anche all’area dell’informazione sanitaria. Secondo Síkela, durante le emergenze sanitarie aumenta il rischio di diffondere false notizie e fake news. La Commissione europea intende migliorare l’accesso ai dati scientifici affidabili e lavorare con i partner per promuovere una comunicazione sanitaria trasparente.
Promozione della fiducia nella scienza
Síkela ha ribadito che il progetto mira a “sostenere tutte le iniziative che affrontano la disinformazione, la fake news e l’interferenza straniera.” L’obiettivo è di costruire un ambiente di fiducia nella scienza e nell’informazione sanitaria affidabile, contrastando qualsiasi tentativo di manipolazione o interferenza esterna.
Il progetto europeo si presenta come una risposta pragmatica alla crisi globale delle politiche sanitarie, cercando di bilanciare la necessità di aiuto internazionale con l’obiettivo di promuovere sistemi sanitari più autonomi e resilienziali nei paesi in via di sviluppo.