La Commissione Europea sta considerando una profonda riforma del suo dipartimento più antico, con l’obiettivo di dare al presidente Ursula von der Leyen un controllo diretto sulle spese dell’UE. Secondo fonti ufficiali e diplomatiche, il Dipartimento Generale per la Politica Regionale e Urbana (DG REGIO) potrebbe subire importanti cambiamenti in seguito a una ristrutturazione che mira a rendere più efficiente l’utilizzo dei fondi comunitari.
Il ruolo di DG REGIO
Il DG REGIO è responsabile della gestione di quasi un terzo delle spese dell’UE attraverso la politica di coesione, un fondo che dispone di circa 600 miliardi di euro destinati a favorire le regioni più povere. Questa struttura ha una lunga storia all’interno della Commissione e si occupa di promuovere l’equità territoriale attraverso progetti di sviluppo economico.
La riforma in corso
Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione incaricato delle politiche regionali, ha confermato che una riorganizzazione del DG REGIO è in atto. "All’interno di DG REGIO stiamo riflettendo su come creare un dipartimento più efficiente e identificare il modello migliore," ha affermato Fitto durante una conferenza stampa. L’obiettivo è dare maggiore centralità alla Commissione in decisioni importanti sulla gestione dei fondi.
Nuove priorità
La riforma riflette un cambiamento più ampio nella gestione del denaro dell’UE, che si sposta verso una visione più centrata su competività e sicurezza strategica. Durante la pandemia, il blocco ha introdotto modelli di controllo centralizzato per i fondi di recupero da coronavirus, permettendo un movimento rapido delle risorse finanziarie. Questa esperienza sta ora influenzando le discussioni sul prossimo bilancio a lungo termine della Commissione.
Due scenari possibili
Von der Leyen mira a guidare più fondi dell’UE verso obiettivi di difesa e competitività. Si stanno studiando due scenari principali: la creazione di un super-dipartimento chiamato DG INVEST che gestirebbe i fondi regionali, sociali e quelli per la competitività, oppure una fusione tra DG REGIO e il Task Force per le riforme e gli investimenti (SG REFORM). Questa seconda opzione potrebbe ridurre l’impatto sulle strutture esistenti.
Reazioni politiche
L’idea di ridefinire DG REGIO ha suscitato diverse reazioni. Ľubica Karvašová, vicepresidente della commissione per le politiche regionali del Parlamento Europeo, avverte che una gestione troppo centralizzata potrebbe non essere l’approccio migliore per le regioni europee. Ha sottolineato il rischio di resistenza politica se altri dipartimenti venissero rafforzati a detrimento della DG REGIO.
Impatto sul personale
All’interno del DG REGIO, l’ansia si sta diffondendo tra i lavoratori. Un funzionario ha descritto la situazione come "un uovo in frigorifero" – con una scadenza imminente ma senza panico generalizzato. Molti dipendenti hanno già trasferito le loro competenze verso altri dipartimenti all’interno della Commissione.
Prospettive future
Il momento chiave per qualsiasi riorganizzazione sarà la grande revisione della Commissione prevista entro il 19 febbraio 2026, prima del nuovo ciclo di bilancio nel 2028. La prossima pensione del direttore generale Themis Christophidou potrebbe favorire ulteriori cambiamenti. Questo processo si presenta come una svolta significativa nella gestione delle politiche regionali all’interno dell’UE.
La ristrutturazione di DG REGIO rappresenta un importante passaggio verso nuove priorità per la Commissione Europea, con implicazioni significative per il futuro della politica regionale e urbana in Europa. La decisione finale sull’organizzazione futura del dipartimento sarà determinante per l’efficacia di tali politiche nel prossimo decennio.