In aprile, investigatori e esperti digitali da diciotto paesi si sono riuniti a La Haye per due giorni nell’ambito di una missione descritta come un ‘hackathon’. L’obiettivo era raccogliere informazioni su bambini ucraini presuntamente rapiti e trasferiti in Russia o in territori occupati.

Una ricerca delicata

L’operazione ha avuto come base dati scarsi: nomi, date di nascita e a volte immagini dei bambini. Paolo Di Rocco, uno degli investigatori di Europol coinvolti nell’attività, ha spiegato che l’analisi si basava su un lavoro investigativo dettagliato. “Abbiamo cercato tracce sui social media e nei metadati delle foto,” ha detto.

Il puzzle della ricerca

I team hanno analizzato centinaia di dati per individuare nuove piste. Di Rocco ha riferito che su una lista di circa 100 bambini, gli investigatori hanno trovato nuovi elementi in 45 casi. Le indagini hanno portato a scoprire possibili percorsi di trasporto, individui coinvolti nelle rapine e strutture dove i minori potrebbero essere stati portati.

Conseguenze legali prevedibili

Europol ha consegnato i risultati alle autorità ucraine, che decideranno come utilizzare le informazioni in corso d’inchiesta. I dati raccolti potranno portare a procedure penali prima in Ucraina e poi davanti a tribunali internazionali.

Il dibattito su Mosca

La questione dei bambini rapiti è al centro di sforzi per rendere conto la Russia. Nel marzo 2023, il Tribunale Penale Internazionale ha emesso ordini d’arresto per Vladimir Putin e Maria Lvova-Belova, accusati di deportazione non legale dei minori ucraini.

La versione russa

Mosca nega i rapimenti, sostenendo che le evacuazioni avvengono da zone di guerra. Lvova-Belova ha affermato pubblicamente di aver adottato un bambino di Mariupol e di essersi occupata della sua crescita come patriota russo.

I rischi del re-educamento

Gli esperti in diritti umani sospettano che i minori rapiti possano essere soggetti a forme di rieducazione, incluse lezioni su una lingua diversa da quella ufficiale dell’Ucraina. Di Rocco ha ammesso che i casi noti potrebbero rappresentare solo una parte minore del problema totale.

Una rete internazionale di investigazioni

La missione di Europol è stata supportata dal Tribunale Penale Internazionale e da altri centri di ricerca. L’obiettivo era chiaro: utilizzare i dati raccolti per trovare soluzioni legali alle accuse contro la Russia.

Un problema più esteso del previsto

Secondo Di Rocco, il numero effettivo dei bambini rapiti potrebbe essere significativamente superiore a quanto registrato dalle autorità ucraine. I minori sono stati spesso trasferiti in famiglie russe o ospedalizzati in istituti di cura.

Il futuro delle indagini

Europol ha consegnato i risultati alle autorità ucraine, che dovranno decidere come procedere nelle indagini. Le conclusioni potrebbero portare a accuse legali sia in Ucraina che davanti a tribunali internazionali.

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