Recentemente, il presidente degli Stati Uniti ha definito l’energia eolica un’invenzione per "persone stupide", suscitando reazioni globali. In Europa, le campagne sui social media che accusano i parchi eolici di causare cancro e contaminazione idrica stanno aumentando, diffondendo la sfiducia nei rinnovabili tipica dell’America anche su un continente tradizionalmente favorevole alle fonti di energia pulita. Secondo un rapporto commissionato dall’lobby europeo per l’eolico, questi movimenti sono particolarmente diffusi in Scandinavia.

Scandinavia al centro del dibattito

Il report sottolinea che la Svezia e altri paesi nordici sono diventati le piste di gara della disinformazione anti-eolica. Secondo Christoph Zipf, portavoce di WindEurope, se queste false informazioni continuano a diffondersi, l’Europa rischia seri problemi in termini di sicurezza energetica.

Il vento contro la sicurezza energetica europea

L’industria eolica sottolinea che questi falsi pregiudizi stanno rallentando progetti cruciali per l’indipendenza energetica dell’UE. In un momento in cui la guerra in Iran mette a dura prova la vulnerabilità europea nei confronti delle interruzioni del fornitore di energia, il blocco di questi progetti potrebbe avere ripercussioni serie.

Attivisti e politici si coalizzano online

Una rete di attivisti, politici, media estremi e comunità online sta diffondendo le voci secondo cui i turbini eolici causerebbero interruzioni del servizio, ucciderebbero la fauna selvatica e avvelenerebbero l’acqua potabile. Queste falsità si sono diffuse su più di 500 account in sei piattaforme social, producendo decine di migliaia di post anti-eolici nell’arco degli ultimi due anni.

Il Nord Europa come epicentro dell’attività anti-eolica

Secondo il rapporto, le controparti svedesi hanno generato la maggiore quantità di contenuti anti-eolici. Le altre nazioni nordiche e alcuni paesi europei sono al secondo posto per volume di attivismo online.

La Svezia come esempio emblematico

In Svezia, Finlandia e Regno Unito le preoccupazioni intorno ai prezzi dell’elettricità, alla stabilità della rete e alle interruzioni del servizio hanno attirato un forte coinvolgimento degli utenti. In Norvegia e in Italia, d’altra parte, sono più diffusi i temi ambientali.

Un sistema di permessi "ombra"

Le campagne anti-eoliche stanno creando una sorta di meccanismo di approvazione "ombra", generando opposizione locale che si traduce in ricorsi legali, ritardi e pressioni politiche contro i progetti.

L’Europa reagisce con misure legislative

Bruxelles sta cercando di accelerare gli approvativi attraverso il suo pacchetto reti, mirato a modernizzare ed espandere la rete elettrica europea per facilitare l’accesso ai nuovi impianti fotovoltaici e eolici.

Propaganda politica online si allarga

Il rapporto sostiene che le narrazioni stanno diffondendosi attraverso i confini nazionali su internet, con messaggi anti-establishment e di estrema destra che trovano spazio in dibattiti energetici europei. I ricercatori del CASM Technology hanno scoperto come la propaganda online sia un’eco di quella americana.

Il rischio di paralisi politica

Nel caso bulgaro, l’eccessiva diffusione della disinformazione ha portato a una situazione in cui il paese non ha costruito nuovi impianti eolici da dodici anni. I ricercatori ammoniscono che la battaglia successiva potrebbe emergere all’interno di sistemi AI, dove i siti anti-eolici vengono citati come fonti autorevoli.

L’importanza della verità nell’era digitale

Carl Miller, fondatore del CASM Technology, sostiene che il futuro della guerra delle informazioni sarà nel mondo dei sistemi AI. La battaglia contro la disinformazione è più importante che mai per garantire una transizione energetica sicura e sostenibile.

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