Il leader del Partito Laburista britannico Keir Starmer si trova in una situazione critica a seguito della schiacciante sconfitta subita nelle elezioni regionali e locali. La disillusione tra i parlamentari laburisti sta crescendo, con decine di deputati che chiedono il suo dimissionismo.
La crisi si approfondisce
I risultati del 4 novembre hanno visto il Labour perdere oltre 1.460 consigliere comunali in tutta l’Inghilterra e il controllo della Senedd gallesese per la prima volta dal suo istituzione nel 1999. Questi pesanti colpi hanno portato a una crescente pressione interna per l’esonero di Starmer, che era salito al potere con un ampio consenso soltanto due anni fa.
Dividendo sempre maggiore
Lunedì sera, durante una riunione del gabinetto, alcuni ministri hanno espresso dubbi sul mantenimento del ruolo di Starmer. Mentre la maggioranza dei deputati esprime pubblicamente il sostegno al loro leader, in privato si fa strada l’idea che un cambiamento sia inevitabile. Il ministro dell’Interno Suella Braverman è stato citato come uno dei primi a suggerire a Starmer di considerare seriamente una dimissioni.
Il piano per l’evacuazione del potere
Una possibile via d’uscita consiste nella proposta di Catherine West, deputata laburista, che ha chiesto ai colleghi di richiedere a Starmer di stabilire un calendario per la sua uscita di scena. Questa strategia mira a far sì che il leader si dimetta in modo pacifico anziché perdere una battaglia estenuante per la leadership del partito.
La riunione decisiva del gabinetto
Martedì mattina, il gabinetto si riunirà di nuovo. Questa assemblea rappresenterà un momento cruciale in cui i ministri potrebbero decidere se fare pressioni dirette su Starmer per la sua dimissioni. La presenza di Ed Miliband, figura chiave nella leadership del partito, sarà particolarmente importante.
La sfida dei rivali interni
Il dramma interno al Labour si è aggravato con l’incertezza riguardo a chi potrebbe succedere a Starmer. Tra i candidati più probabili ci sono Wes Streeting, ministro della Salute, Angela Rayner e Andy Burnham.
Streeting: il favorito sfortunato?
Wes Streeting è tra i tre principali rivali di Starmer per la leadership del partito. Tuttavia, le sue difficoltà includono un passato controverso legato a Peter Mandelson e un atteggiamento che talvolta viene visto come troppo ambizioso all’interno della movimentata politica laburista.
Rayner: problemi di credibilità
Angela Rayner, ex vicecapoufficio del governo, ha dovuto risolvere una controversia riguardante le sue dichiarazioni sulle tasse. Questo scandalo la rende vulnerabile e potrebbe rallentare i suoi sforzi per presentarsi come successore di Starmer.
Burnham: l’outsider che guadagna terreno
Andy Burnham, sindaco della Greater Manchester, ha un supporto crescente all’interno del partito. Ha dimostrato la sua capacità di operare in aree con una base politica più a sinistra, ma le sue aspirazioni sono bloccate dalla necessità di superare ostacoli burocratici interni.
Il processo per la leadership
Se uno dei candidati riuscirà ad ottenere il sostegno di almeno 80 deputati, avrà accesso a un’ampia campagna che dovrà convincere il 5% delle sezioni del partito e tre affiliate del Labour per iniziare una vera competizione per la leadership.
Il futuro incerto
La crisi attuale pone seri interrogativi sul futuro del Labour. La perdita di consensi popolari è evidente, e le dinamiche interne del partito rendono difficile prevedere chi potrebbe emergere come nuovo leader. Il risultato finale dipenderà dalla capacità dei candidati di superare ostacoli sia interni che esterni.