L’Ucraina dannega i porti russi nel Mar di Fiandre: la guerra sotterranea contro le esportazioni petrolifere

Di Alessandro Torrisi ·2 min di lettura

Una guerra sotto la superficie

Mentre l’attenzione mondiale si concentra sullo Stretto di Hormuz, un conflitto navale altrettanto significativo si sta profilando nel Mar del Golfo di Finlandia. Qui, le navi sono bloccate a causa dell’ingorgo causato dai danni ai porti russi.

L’Ucraina colpisce i terminali petroliferi russi

il 7 aprile, le Forze Armate ucraine hanno annunciato di aver colpito il terminal petrolifero di Ust-Luga. Questa struttura è fondamentale per l’esportazione del petrolio russo e nel finanziamento della guerra contro l’Ucraina.

Strategia devastante

l’attacco a Ust-Luga non è stato isolato: nelle settimane precedenti, il porto di Primorsk era già stato colpito due volte. Secondo dati dell’Istituto di Ricerca sulle Risorse Energetiche e l’Aria Pulita, il 20% delle esportazioni petrolifere russe parte da Ust-Luga e il 22% partirà da Primorsk.

Effetti immediati sulla flotta russa

dopo gli attacchi, nessuna nave è riuscita ad attraccare a Ust-Luga e Primorsk. Il 10 aprile, solo due navi sono state in grado di raggiungere Primorsk; il porto rimarrà chiuso fino al 27 aprile.

Impatto economico sulla Russia

l’Ucraina ha messo a dura prova l’economia russa, colpendo non solo i terminali petroliferi ma anche i rimorchiatori di ombra della Federazione Russa. Questi attacchi mirano ad interrompere le esportazioni di petrolio, una fonte principale di reddito per il governo russo.

Conseguenze a lungo termine

l’approssimativa strategia ucraina si è dimostrata efficace fino a questo momento. Tuttavia, l’Ucraina deve considerare attentamente i possibili effetti collaterali del suo attacco ai porti russi. Se Mosca non sarà in grado di esportare petrolio, il governo russo potrebbe cercare alternative per finanziare la guerra.

La Russia reagisce con cautela

nel corso degli ultimi mesi, la Russia ha mostrato una certa riluttanza a rispondere militarmente agli attacchi ucraini. Questo comportamento potrebbe essere interpretato come un segno di debolezza o un tentativo di minimizzare i danni economici.

La guerra navale si estende nell’Europa del Nord

l’ingorgo nel Mar del Golfo di Finlandia è un esempio lampante dello stato deteriorato dell’attuale ordine mondiale. La situazione ha portato alla chiusura dei principali porti russi, causando gravi ripercussioni sulla sicurezza energetica europea.

Conclusioni

l’Ucraina sta cercando di sfruttare la vulnerabilità economica della Russia per indebolire il nemico. Tuttavia, l’efficacia a lungo termine di questa strategia rimane incerta. Se Mosca riuscirà a superare i problemi logistici e a ripristinare le esportazioni petrolifere, Kiev potrebbe dover pagare un prezzo elevato per questo conflitto navale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *