Zelensky Tra Crisi Iraniana E Guerra Contro Putin: «Gli Attacchi Americani Potrebbero Complicare La Difesa Ucraina»
La prospettiva di una nuova guerra nel Medio Oriente
In un’intervista esclusiva, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha analizzato l’attuale situazione internazionale e le sue implicazioni per la sua nazione. Secondo lui, gli attacchi degli Stati Uniti ed Israele contro obiettivi militari iraniani sono una mossa giusta, ma potrebbero avere conseguenze negative sulla capacità dell’Ucraina di reperire armamenti necessari alla difesa.
L’incidenza dei missili anti-Patriot
Zelensky ha specificato che le recenti azioni militari contro l’Iran potrebbero creare una carenza di risorse preziose come i missili Patriot, necessari per la difesa aerea. “Gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero aver bisogno dei tali missili”, ha spiegato.
La dipendenza dalla NATO e dall’UE
L’Ucraina si avvale del programma Purl per acquistare armi Usa con fondi europei. “Magari gli americani ne avranno bisogno, come l’anno scorso”, ha affermato il presidente ucraino, riferendosi alla Guerra dei 12 giorni nel giugno 2025 quando Israele venne attaccato e i programmi di consegna per l’Ucraina furono rallentati.
Perspective sulla guerra in corso
Zelensky ha sottolineato che, mentre il conflitto con la Russia continua a essere prioritario, non può ignorare le sfide emergenti nel Medio Oriente. “Se l’attuale crisi iraniana si trasforma in una lunga guerra”, ha avvertito Zelensky, “questo potrebbe portare alla fine di eventuali trattative con la Russia”.
Collaborazione internazionale per la difesa aerea
Il presidente ucraino ha anche enfatizzato l’importanza della collaborazione tra esperti militari ucraini e britannici nella guerra dei droni. “Siamo pronti a condividere le nostre conoscenze con gli alleati, da Gran Bretagna e Stati Uniti a Italia, Francia, Germania…”.
Il processo negoziale con la Russia bloccato?
Zelensky ha riferito che il prossimo incontro trilaterale con gli americani è ancora previsto per il 5 o 6 marzo. “Nessuno ha rinviato il prossimo trilaterale”, ha affermato, anche se si attende un luogo neutrale in Europa piuttosto che nel Golfo.
Sulla questione del controllo del Donbass
Il presidente ucraino ha chiarito la sua posizione riguardo al trattamento della regione di Donbass. “Non lascerò mai il Donbass e i 200.000 ucraini che lo abitano”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando l’importanza strategica dell’area.
Avanzate militari e sfide di guerra
Zelensky ha riferito che le forze ucraine hanno riguadagnato 460 chilometri quadrati di territorio dall’inizio dell’anno, ma ha avvertito che la Russia è ancora in grado di continuare l’offesa. “Putin sta per mobilitare 400.000 nuovi soldati”, ha detto il presidente ucraino.
Crisi demografica e strategie a lungo termine
Zelensky ha anche discusso della crisi demografica che affligge l’Ucraina, con meno di 30 milioni di abitanti contro i 140 milioni russi. “Putin sta per mobilitare 400.000 nuovi soldati”, ha affermato Zelensky.
Dipendenza dall’Europa e dalla NATO
Il presidente ucraino ha ribadito l’importanza della collaborazione con gli europei per la difesa del Paese. “Ne parliamo con gli europei”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando che l’Ucraina deve essere pronta a difendersi anche in caso di ritiro delle truppe statunitensi.
La prospettiva finale
Zelensky ha concluso l’intervista riaffermando la necessità del dialogo e della pace. “Cerciamo il dialogo, vogliamo la pace”, ha detto Zelensky, ma ha sottolineato che “in parallelo cerchiamo di essere forti”.


