Arrestato il vigile urbano di Venezia accusato dell’omicidio del barman a Mira

Di Vincenzo Ottoboni ·3 min di lettura

Arrestato Riccardo Salvagno per l’omicidio del barman Sergiu Tarna

Il comandante provinciale dei carabinieri di Venezia, generale Marco Aquilio, ha confermato l’arresto di Riccardo Salvagno, 40enne agente della Polizia locale di Venezia accusato dell’omicidio del barman moldavo Sergiu Tarna. Il delitto è avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre.

La fuga e l’arresto

Salvagno, dopo aver commesso il crimine, ha immediatamente iniziato la sua latitanza che si è protratta per quasi una settimana. Le indagini hanno evidenziato che Salvagno è scappato verso Gorizia dove la sua auto è stata registrata da un sistema di targa-rilevamento e successivamente è tornato a Venezia passando per Verona, prima di fuggire oltreconfine in Spagna. Secondo quanto riportato dai carabinieri, il suo viaggio si sarebbe concluso a Tenerife e poi attorno a Madrid dove avrebbe potuto avere dei conoscenti.

Le indagini in corso

Le indagini non sono ancora concluse e gli inquirenti stanno cercando di accertare sia il contesto che il movente del crimine. Secondo le prime ipotesi, la pista della droga è stata esclusa mentre una fonte confidenziale ha confermato l’eventuale coinvolgimento di Tarna nel traffico di cocaina.

Il movente dell’omicidio

Il procuratore capo reggente Stefano Ancilotto, che ha condotto le indagini con il pm Christian Del Turco, non esclude altre possibili piste. Tra queste si parla anche della presunta relazione sentimentale tra Tarna e Salvagno. Secondo una testimone, i due avevano un disaccordo per una donna.

Il contesto lavorativo di Riccardo Salvagno

Prima dell’omicidio, Salvagno era stato sospeso perché non si era vaccinato contro il COVID-19. Successivamente la sua licenza è stata revocata e gli è stata ritirata anche l’arma da fuoco in dotazione.

La testimonianza della famiglia Tarna

I parenti di Sergiu hanno riferito che lui aveva ricevuto minacce di morte dopo aver accumulato ingenti debiti nel giro della droga. I testimoni sostengono che Tarna avesse un segreto su Salvagno, il quale sarebbe potuto essere compromesso sul lavoro se quel segreto fosse stato rivelato.

Le indagini future

Gli inquirenti stanno ancora lavorando per ricostruire i movimenti di Salvagno durante la sua fuga e cercano almeno un altro complice nell’omicidio. Il procuratore capo reggente Ancilotto ha sottolineato l’importanza del lavoro dei carabinieri che hanno raccolto le prove in maniera impeccabile.

Conclusioni

Il caso di omicidio a Venezia è stato risolto con successo grazie al duro lavoro degli investigatori e della magistratura. Tuttavia, gli inquirenti continuano ad indagare per accertare tutte le circostanze del crimine.

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