Laura Pausini: un’artista a 360 gradi

L’intervista-evento con Laura Pausini, tenutasi durante il «Tempo delle donne 2025», è stata un’occasione per ripercorrere la carriera e la vita privata dell’artista, offrendo uno spaccato intimo e coinvolgente. L’incontro, durato oltre ottantatré minuti rispetto al previsto, si è trasformato in un dialogo aperto con i circa cinquecento fan presenti al teatro della Triennale.

Dagli esordi al successo internazionale

Pausini ha raccontato alcuni episodi significativi del suo percorso professionale. Ricorda, ad esempio, di aver vinto un concorso che avrebbe dovuto portarla a Sanremo Giovani, ma di non essere stata poi contattata. Un evento che, a posteriori, si è rivelato positivo, poiché le ha permesso di perfezionare la canzone che l’avrebbe poi resa famosa: «La solitudine». Un altro momento chiave è stato il successo del brano in Olanda nel 1993, grazie all’attenzione di un direttore di una radio locale, che ha contribuito a lanciarla a livello internazionale.

«Sono stata anche fortunata», ammette Pausini, sottolineando però l’importanza del duro lavoro. Il suo successo è frutto di una combinazione di talento, impegno e capacità di resilienza. Un esempio concreto è la sua capacità di ripartire da zero dopo aver perso tutto, nonostante avesse già venduto 40 milioni di copie di dischi.

Incontri e curiosità

Durante l’intervista, Pausini ha rivelato un aneddoto legato a Michael Jackson. Nel 2001, il re del pop le propose di partecipare a un progetto musicale legato all’11 settembre, insieme ad altre star del calibro di Mariah Carey e Céline Dion. Il progetto non si concretizzò a causa di divergenze tra Jackson e la Sony.

L’artista ha inoltre condiviso riflessioni sulla sua immagine e sulla percezione di sé. Ha raccontato di essersi sentita insicura in passato, arrivando a fasciarsi il seno per apparire più magra, e di aver trovato la fiducia in sé stessa solo con il passare degli anni. «Ho dovuto aspettare di avere 40 anni per scoprire di sentirmi più carina di come mi sentissi da adolescente».

La famiglia e il futuro

Pausini ha parlato anche del suo ruolo di madre, evidenziando le difficoltà di crescere una figlia in un’epoca dominata dalla tecnologia. «Cerco di farle vivere una quotidianità semplice, ma siamo in un’epoca in cui noi genitori a volte non sappiamo come comportarci», ha spiegato. La pandemia ha reso ancora più complicato questo compito, costringendola a spiegare alla figlia gesti semplici come dare la mano o abbracciare.

L’artista ha espresso grande orgoglio per la figlia Paola, definendola «l’incontro della mia vita». Paola la sprona a non fermarsi e a continuare a impegnarsi, proprio come faceva da bambina quando si esercitava a cantare i cori degli Wham.

Il futuro di Laura Pausini si preannuncia ricco di impegni, con un tour mondiale in arrivo che nel 2027 la porterà a esibirsi negli stadi italiani. Per promuoverlo, ha realizzato un video suggestivo, ispirato alla simbologia di un quadro che ritrae Giovanna d’Arco, per richiamare l’immagine di una donna coraggiosa.

L’intervista si è conclusa con un momento di condivisione e musica, con Pausini che ha cantato alcuni dei suoi brani più famosi, interagendo con il pubblico e ringraziando i fan per il loro affetto. Un evento che ha confermato ancora una volta il talento e la genuinità di un’artista che ha saputo conquistare il cuore di milioni di persone in tutto il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *