Kosovo al voto: Kurti si conferma, ma il futuro europeo è ancora incerto

Stando ai risultati preliminari, il Kosovo si avvia a un nuovo governo guidato da Albin Kurti. Il movimento di autodeterminazione, il partito di sinistra in carica, ha ottenuto circa il 49% dei voti nelle elezioni parlamentari di domenica, segnando una vittoria significativa in un contesto politico instabile e con l’obiettivo di rilanciare le aspirazioni del paese verso l’Unione Europea.

Una vittoria che conferma le scelte dei cittadini

Kurti ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando come i cittadini kosovari abbiano nuovamente espresso la loro volontà di cambiamento. “Nel 2021, i cittadini del Kosovo hanno fatto una scelta decisiva contro la corruzione dilagante e a favore di un futuro europeo”, ha dichiarato Kurti a POLITICO, aggiungendo che le nuove elezioni confermano questa preferenza. Il partito di Kurti aveva già ottenuto il maggior numero di voti nelle elezioni parlamentari di febbraio, ma non era riuscito a formare una maggioranza assoluta. Questo ha portato alla convocazione di nuove elezioni da parte della Presidente Vjosa Osmani, segnando la settima elezione parlamentare del paese dopo la dichiarazione di indipendenza dalla Serbia nel 2008.

Risultati e possibili scenari

La Democratic Party of Kosovo (PDK), di centro-destra, si è piazzata al secondo posto con il 21% dei voti, seguita dalla Democratic League of Kosovo (LDK) con il 14%. Il tasso di partecipazione alle elezioni è stato del 44%. Nonostante il miglior risultato rispetto a febbraio (quando aveva ottenuto il 42% dei voti), Kurti potrebbe aver bisogno del supporto di partiti minoritari non serbi per raggiungere la maggioranza. L’analista politico Kosovar Agon Maliqi suggerisce che Kurti “probabilmente rifiuterà” di collaborare con il partito serbo-minoritario Serb List.

Ad esempio, per formare una maggioranza stabile, Kurti potrebbe dover negoziare con partiti che rappresentano le minoranze etniche albanesi o bosniache, offrendo loro posizioni chiave nel governo in cambio del loro sostegno parlamentare. Questo scenario richiederebbe compromessi e una gestione politica attenta per evitare tensioni interne.

Tensioni interne e sfide esterne

Il leader del LDK, Lumir Abdixhiku, ha annunciato che sta valutando le dimissioni dalla sua posizione, definendo il risultato elettorale “inatteso”. Osmani, che era la candidata governativa del LDK nel 2019, ha elogiato il processo elettorale, sottolineando come esso dimostri la forza della democrazia kosovara.

Il cammino verso l’adesione all’Unione Europea rimane comunque complesso. Kurti ha messo a dura prova i rapporti con l’UE e gli Stati Uniti cercando di affermare la sovranità nel nord serbo, portando a misure punitive. Maliqi ritiene che Kurti, dopo la vittoria, potrebbe sentirsi confermato nel suo approccio, rifiutando gli impegni internazionali e opponendosi al West. L’UE e gli Stati Uniti hanno espresso la necessità di un “doppio sforzo” per attuare le riforme necessarie per l’adesione all’UE. L’UE sta negoziando un dialogo tra Pristina e Belgrado, ma i progressi nell’miglioramento delle relazioni tra Serbia e Kosovo sono stati limitati.

Prospettive future e aiuti europei

Il Kosovo ha presentato domanda di adesione all’UE nel 2022, ma non ha ancora ottenuto lo status di candidato, principalmente a causa del mancato riconoscimento del paese da parte di cinque stati membri. Per accedere ai 6 miliardi di euro di finanziamenti previsti dal Piano di Crescita del Balcani Occidentali, il governo kosovaro dovrà dimostrare di aver implementato le riforme richieste dall’UE. L’UE ha ripristinato gli aiuti al Kosovo a dicembre, dopo il ritorno al potere del partito Serb List, liberando oltre 400 milioni di euro. La votazione presidenziale parlamentare in primavera rappresenterà un ulteriore banco di prova per la capacità di Kurti di ottenere il sostegno dell’opposizione, con Osmani che ha annunciato la sua intenzione di candidarsi nuovamente.

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