Non ci si può servire della democrazia e della sua Costituzione per costruire un Paese in cui il potere sia concentrato nelle mani di un solo Capo. Eppure c’è chi oggi punta a ottenere un cosiddetto “premierato” come visione nazionalistica del potere, trasformando l’Italia in una vera e propria capocrazia, dove il Capo del Governo detiene un’autorità quasi assoluta e il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione democratica nata dopo la Seconda guerra mondiale, viene ridimensionato al ruolo di semplice burocrate.
L’obiettivo di questa impostazione è la destabilizzazione della democrazia e della sua Costituzione, che invece dovrebbero garantire una distribuzione equa della ricchezza e del potere attraverso un sistema di pesi e contrappesi. Al loro posto si delinea un governo delle élite, nel quale la maggior parte della ricchezza e del potere si concentra nelle mani di pochi.
La storia rappresenta una guida indispensabile per costruire un futuro migliore e ci insegna che le dittature hanno sempre prodotto l’appiattimento dell’umanità, trasformando le persone in sudditi privi di coscienza critica. La democrazia, al contrario, è la più alta espressione della civiltà umana: il potere appartiene al popolo e si esercita direttamente o attraverso rappresentanti liberamente eletti.
La democrazia combatte anche l’indifferenza, un male sottile che porta alla negazione della libertà di scegliere. Questa indifferenza viene spesso seminata soprattutto tra i giovani, indirizzandoli verso forme di “distrazione di massa” che li allontanano dalla partecipazione e dalla realtà concreta. Ogni giorno molti giovani vengono alienati dall’abuso dei telefonini, dalla droga e da un vuoto di prospettive; quelli che riescono a sottrarsi a questa deriva spesso scelgono di lasciare il Paese per cercare un futuro migliore altrove.
I dati dei sondaggi elettorali in vista delle prossime elezioni politiche mostrano un alto livello di astensione, in particolare tra le nuove generazioni. Eppure la partecipazione alla vita democratica è un dovere collettivo e deve essere garantita senza ostacoli come la corruzione, il voto di scambio, i pacchetti di voti legati alle associazioni criminali, le simpatie personali, l’opportunismo economico, i favori, i ricatti e ogni altra forma di condizionamento. Solo cittadini liberi da pressioni e interessi possono decidere in piena autonomia.
Un Paese non può andare da nessuna parte senza unità, soprattutto senza l’unione delle forze democratiche. Difendere la democrazia è un dovere quotidiano che riguarda tutti. Questa difesa coinvolge anche l’Unione Europea, oggi sottoposta a un attacco senza precedenti da parte di poteri forti e forze di destra che alimentano nazionalismi destabilizzanti e mettono a rischio i valori fondamentali su cui l’Europa è stata costruita.