Nelle ultime ore il dibattito internazionale si è infiammato attorno alle parole di Anne Applebaum, una delle analiste politiche più ascoltate sul panorama euro-atlantico. Le sue dichiarazioni, che mettono in dubbio la lucidità e il controllo politico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si inseriscono in una fase estremamente delicata per la sicurezza globale, mentre la guerra in Ucraina continua ad aggravarsi e i rapporti con l’Europa attraversano una delle fasi più critiche degli ultimi decenni.
Applebaum: Trump appare stanco, confuso e meno in controllo
Applebaum ha spiegato che Trump, pur non desiderando un collasso dell’Ucraina — perché un eventuale tracollo potrebbe essere attribuito direttamente a lui, così come Joe Biden fu accusato della presa talebana in Afghanistan — starebbe gestendo la situazione con crescente difficoltà.
Secondo l’analista, il negoziato condotto da Steve Witkoff e Jared Kushner, volto a trovare una possibile intesa con la Russia, appare sempre più sbilanciato a favore del Cremlino, tanto da far temere una sconfitta strategica per Kiev.
A Washington, infatti, non mancano le voci contrarie alle posizioni del presidente, mentre Applebaum descrive un Trump “a tratti confuso, persino malato”, molto diverso dal leader energico del suo secondo insediamento. Parole forti che hanno già scatenato un intenso dibattito politico e mediatico.
La Russia intensifica gli attacchi: droni, missili e blackout a Kiev
Nel frattempo, la situazione sul campo in Ucraina continua a deteriorarsi. Il Ministero della Difesa russo ha riportato l’abbattimento di 116 droni ucraini in dieci diverse regioni, segno di un aumento significativo dell’attività militare.
Durante la notte, raid russi hanno colpito almeno due centrali elettriche, fabbriche meccaniche e una stazione ferroviaria a Fastov, completamente distrutta. Kiev è rimasta per metà al buio, colpita da missili e droni, compresi tre ipersonici. Le esplosioni hanno raggiunto città come Dnipro, Zaporizhzhia e Chernihiv, con numerosi feriti e un bilancio ancora provvisorio.
La pressione russa cresce e rende più urgente un quadro negoziale chiaro, mentre Stati Uniti e Ucraina cercano una posizione comune.
USA e Ucraina: nuovi colloqui e richiesta di de-escalation
Il Dipartimento di Stato americano ha confermato che la pace dipende dalla disponibilità della Russia a impegnarsi seriamente per una de-escalation.
Witkoff e Kushner, insieme alla delegazione ucraina, hanno discusso i risultati dei recenti incontri con Mosca, ribadendo che un progresso reale richiede:
cessazione delle uccisioni,
riduzione delle ostilità,
garanzie sulla sovranità di Kiev,
accordi di sicurezza a lungo termine.
Il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino, Rustem Umerov, ha affermato che la priorità resta la difesa dell’indipendenza nazionale e la costruzione di un futuro democratico e prospero.
Oggi è previsto un nuovo round di colloqui a Miami, annunciato direttamente dall’amministrazione Trump, segno che il presidente intende mantenere gli Stati Uniti al centro della mediazione.
Meloni interviene: “L’Europa deve difendersi da sola”
In parallelo, anche l’Europa si interroga sul proprio ruolo nel nuovo equilibrio globale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Enrico Mentana, ha spiegato che il continente deve imparare a difendersi autonomamente per essere davvero grande.
Secondo Meloni, il documento strategico della Casa Bianca non rappresenta una frattura tra USA ed Europa, ma conferma una tendenza storica: Washington non intende più farsi carico dei costi della difesa europea senza una partecipazione reale.
La “civiltà europea” a rischio secondo Trump
Il documento di sicurezza nazionale firmato dal presidente contiene espressioni fortissime sull’Europa, descritta come “in declino” e minacciata da una “prospettiva di cancellazione della sua civiltà”.
Parole che hanno indignato molti leader europei ma che rivelano la nuova visione geopolitica americana: mantenere una presenza militare forte nell’emisfero occidentale e concentrare gli sforzi su migrazioni, narcotraffico e rivalità regionali, mentre il Vecchio Continente viene sollecitato ad assumersi maggiore responsabilità.
Conclusione: un mondo in bilico mentre Trump affronta critiche interne e sfide globali
Mentre Applebaum dipinge un presidente americano indebolito e sotto pressione, la realtà internazionale mostra un quadro estremamente complesso:
la guerra in Ucraina peggiora,
la Russia accelera,
l’Europa fatica a trovare coesione,
i negoziati diplomatici restano fragili.
In questo scenario, ogni parola e ogni scelta della Casa Bianca risuona a livello globale.
L’impressione è che i prossimi mesi saranno decisivi: per Kiev, per l’Europa e per la credibilità stessa dell’amministrazione Trump, chiamata a dimostrare di essere ancora in grado di guidare la sicurezza internazionale in un mondo sempre più instabile.