Bufera su Roberto Fico: barca “abusiva” a Nisida e tensione alle stelle nel centrosinistra campano
Si accende lo scontro politico in Campania intorno a Roberto Fico, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. L’ex presidente della Camera si trova al centro di una polemica che rischia di compromettere la sua corsa: una barca ormeggiata al porto militare di Nisida, secondo Fratelli d’Italia, sarebbe stata tenuta lì in modo irregolare, “senza titolo” e “in un’area interdetta al pubblico”.
Fico, interpellato dai giornalisti, ha liquidato la questione come un attacco strumentale: “È un’assurdità della destra che non ha argomenti. Sono stupidaggini che lasceremo al passato”, ha dichiarato. Dal suo staff è arrivata una precisazione che non ha però dissipato i dubbi: “Si tratta di un gozzo usato”. Una difesa che, per molti osservatori, ha finito per alimentare ulteriori domande invece di chiudere il caso.
L’interrogazione parlamentare e il porto militare
La vicenda è partita da un’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Sergio Rastrelli (Fratelli d’Italia) al ministro della Difesa Guido Crosetto. Il testo ricorda che il porto di Nisida è un’area ad uso militare: per quarant’anni ha ospitato il comando marittimo della NATO, e dal 2013 è sede del Comando logistico della Marina militare. Anche l’Aeronautica utilizza la zona per addestramenti e servizi di supporto.
Nell’atto si sottolinea che qualsiasi ormeggio privato è vietato, e che negli ultimi anni la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza e la Guardia Costiera hanno condotto diverse operazioni contro l’abusivismo, con sequestri e rimozioni di decine di imbarcazioni. Solo a giugno si era svolto un blitz con la rimozione di boe e “corpi morti” usati per attraccare barche senza autorizzazione.
L’interrogazione di Rastrelli solleva dunque una domanda chiara: anche l’imbarcazione di Fico sarebbe stata ormeggiata “abusivamente” nel porto militare? E, se sì, le autorità intendono verificare e sanzionare eventuali irregolarità?
Le reazioni politiche: centrodestra all’attacco
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il deputato di Fratelli d’Italia Marco Cerreto ha parlato di “storia inquietante”: “L’ex terza carica dello Stato protagonista di un copione da vecchia Italietta. I 5 Stelle, che ci volevano tutti in bicicletta nel nome dell’ideologia green, ora si scoprono diportisti con ormeggi abusivi in aree ex NATO”.
Sulla stessa linea anche il collega Gimmi Cangiano, che ha accusato Fico di incoerenza: “Non può far altro che buttarla in caciara. Lui che in piazza gridava ‘onestà, onestà’, ora viene accusato di aver occupato senza diritto un’area militare”.
Dal fronte opposto, il Movimento 5 Stelle e i partiti della coalizione difendono il loro candidato parlando di una manovra politica orchestrata per screditarlo. “Non c’è nulla di irregolare – assicurano – e tutto sarà chiarito. È un attacco elettorale privo di fondamento.”
Il clima di tensione nel centrosinistra
La polemica si inserisce in un momento già difficile per la coalizione progressista in Campania. Sondaggi riservati segnalano un calo di consenso attorno a Fico, che fatica a consolidare la sua immagine di candidato unitario. All’interno del campo largo emergono malumori e scetticismi, con alcuni alleati che avrebbero iniziato a valutare possibili alternative.
La vicenda della barca, seppur apparentemente marginale, ha innescato un effetto simbolico devastante: l’ex volto della politica “anti-casta” si ritrova oggi accusato di un comportamento che stride con i valori di trasparenza e legalità sempre rivendicati dai 5 Stelle.
Gli avversari parlano di “crisi di credibilità” e di una campagna elettorale ormai segnata da errori di comunicazione e difese poco convincenti. “L’immagine del grillino onesto che si batte contro i privilegi è tramontata”, affermano dal centrodestra, che punta a trasformare il caso Nisida in un simbolo del presunto doppio standard del movimento.
Un caso destinato a pesare sulla corsa elettorale
In attesa di eventuali verifiche ufficiali, il caso resta aperto. Se dovessero emergere conferme sull’uso irregolare dell’ormeggio, le ripercussioni politiche sarebbero pesanti. Per ora, Fico appare deciso a proseguire la sua campagna, minimizzando l’accaduto e concentrandosi sul programma di governo regionale.
Ma il danno d’immagine è fatto: la sinistra campana, già in affanno, si trova ora costretta a difendere il proprio candidato da accuse che mettono in dubbio uno dei pilastri della sua credibilità politica.
E mentre i partiti del centrodestra festeggiano l’assist inaspettato, in casa progressista serpeggia il timore che quella piccola barca ormeggiata a Nisida possa trasformarsi in una miccia capace di far affondare un’intera campagna elettorale.


