Nuova bufera giudiziaria per Maria Rosaria Boccia: sequestrata la telefonata tra l’ex ministro Sangiuliano e la moglie. Indagata l’imprenditrice
Una nuova inchiesta scuote gli ambienti politici e mediatici italiani. La protagonista è ancora una volta Maria Rosaria Boccia, imprenditrice di Pompei già nota per essere stata vicina all’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto il sequestro e la rimozione di un file audio diffuso sui social della donna e su una testata online campana: si tratta della registrazione di una telefonata privata tra l’ex ministro e sua moglie, Federica Corsini.
Secondo quanto emerge dal provvedimento, la decisione è stata presa accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dei pubblici ministeri Giulia Guccione e Barbara Trotta. Alla 40enne imprenditrice viene ora contestato il reato di interferenza illecita nella vita privata altrui, in concorso con una giornalista. L’accusa si aggiunge al fascicolo già aperto nei suoi confronti mesi fa, che l’ha vista imputata per stalking, lesioni personali, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum.
Il caso ha avuto origine durante la scorsa estate, quando la diffusione della telefonata tra Sangiuliano e la moglie aveva generato un’ondata di polemiche e sospetti. La registrazione, successivamente trasmessa anche dal programma televisivo Report, avrebbe rivelato conversazioni private e dettagli personali che non avrebbero dovuto lasciare la sfera domestica. Da quel momento è partita una lunga indagine che ha portato a sequestri di materiale informatico, cellulari e computer appartenenti a Boccia, già sottoposta a perquisizione un anno fa dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri.
Gli investigatori sostengono che l’imprenditrice avrebbe consegnato l’audio anche alla redazione del programma televisivo, alimentando un caso mediatico che non si è mai del tutto spento. Il nuovo sequestro preventivo, eseguito nei giorni scorsi, mira a impedire ulteriori diffusioni del materiale ritenuto sensibile e a tutelare la privacy delle persone coinvolte.
Dal canto suo, Maria Rosaria Boccia ha reagito con durezza. In una dichiarazione diffusa dopo il provvedimento, ha affermato che il materiale sequestrato “contiene messaggi e registrazioni che mi venivano inviate e autorizzate dall’ex ministro stesso”. Ha definito l’azione della magistratura come “un tentativo di oscurare la verità” e ha accusato la famiglia Sangiuliano di volerla mettere a tacere.
Ma il caso non si limita solo alla questione delle registrazioni. Boccia è infatti accusata anche di aver omesso informazioni rilevanti nel proprio curriculum, tra cui un potenziale conflitto di interessi tra il ruolo di consulente del Ministero della Cultura per i grandi eventi e quello di imprenditrice operante nello stesso settore. Nella lista delle parti lese figurano, oltre all’ex ministro e alla moglie, anche l’ex capo di gabinetto del ministero, Francesco Gilioli, che avrebbe presentato denuncia per diffamazione.
L’intera vicenda ha assunto contorni sempre più intricati, mescolando politica, giornalismo e vita privata. Il sequestro della registrazione rappresenta solo l’ultimo capitolo di una storia che continua a evolversi tra colpi di scena e nuovi risvolti giudiziari.
Intanto, il clima attorno alla figura di Boccia rimane teso. Sui social, l’imprenditrice continua a pubblicare messaggi in cui si dice vittima di una “campagna di delegittimazione”, mentre tra gli ambienti ministeriali si respira imbarazzo. Il rischio è che l’inchiesta possa estendersi, coinvolgendo altri soggetti che avrebbero avuto un ruolo nella diffusione dei contenuti.
Quella che sembrava una semplice disputa personale si è trasformata in una bufera politica e giudiziaria di ampio respiro, destinata a far discutere ancora a lungo. Il nome di Maria Rosaria Boccia, da tempo al centro delle cronache, torna così a dominare la scena mediatica, alimentando dubbi e tensioni su un confine sempre più labile tra potere, comunicazione e privacy.
E mentre i magistrati di Roma proseguono le indagini per accertare le responsabilità, resta una domanda aperta: quanto ancora emergerà da questa vicenda che, tra registrazioni, accuse e smentite, sembra solo all’inizio?


