Prosegue in condizioni critiche il decorso post-operatorio di Silvia Piancazzo, la ventenne rimasta gravemente ferita nel tragico incidente avvenuto a Roma nella serata di venerdì scorso, lungo la via Cristoforo Colombo. La ragazza, alla guida di una Mini Cooper, è stata violentemente tamponata da una BMW bianca lanciata ad altissima velocità, che si sarebbe poi allontanata senza prestare soccorso. Nell’impatto ha perso la vita l’amica che viaggiava accanto a lei, Beatrice Bellucci, di appena ventun anni.

A tre giorni dall’accaduto, la prognosi di Silvia Piancazzo resta strettamente riservata. Lo ha confermato il dottor Emiliano Cingolani, direttore facente funzione dell’Unità Operativa di Shock e Trauma dell’ospedale San Camillo di Roma, dove la giovane è ricoverata. “Le condizioni sono ancora molto gravi – ha spiegato il medico – ma si registrano segnali di stabilità. Il decorso post operatorio, per quanto complesso, sta procedendo nel miglior modo possibile, considerate la natura e l’estensione delle lesioni riportate”.

Secondo quanto riferito dai sanitari, l’impatto ha causato danni multipli a livello degli arti, del torace, dell’addome e della pelvi. La giovane è stata sottoposta a un lungo intervento chirurgico d’urgenza nella notte tra venerdì e sabato, durante il quale è stato necessario ricorrere a diverse procedure di stabilizzazione interna. Il personale medico mantiene un atteggiamento prudente, sottolineando che la fase critica non è ancora superata e che il quadro clinico resta estremamente delicato.

L’incidente, avvenuto in un tratto rettilineo della Cristoforo Colombo, ha destato profonda indignazione nell’opinione pubblica. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Polizia Locale di Roma Capitale, la BMW coinvolta nel tamponamento potrebbe essere stata parte di una gara non autorizzata tra due vetture. Dopo l’impatto, l’auto pirata avrebbe proseguito la corsa senza fermarsi, lasciando la scena del sinistro e rendendo immediato l’avvio delle indagini per rintracciare il responsabile.

Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti lungo la strada e nei pressi dell’incrocio teatro della tragedia. I rilievi effettuati sul luogo dell’incidente, insieme ai frammenti rinvenuti sull’asfalto, potrebbero consentire di risalire con precisione al modello e al proprietario del veicolo fuggito. Parallelamente, gli agenti stanno raccogliendo le testimonianze di alcuni automobilisti che, secondo quanto emerso, avrebbero assistito a parte della scena o notato le auto coinvolte poco prima dello scontro.

Intanto, amici e conoscenti delle due giovani si sono stretti attorno alle famiglie, sconvolte da un evento tanto improvviso quanto devastante. Nella città di Roma sono stati organizzati momenti di silenzio e commemorazioni spontanee in memoria di Beatrice Bellucci, descritta da chi la conosceva come una ragazza solare e piena di vita.

La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale nella capitale e sull’allarmante diffusione delle corse clandestine nelle ore notturne. Negli ultimi anni, tratti stradali come la Cristoforo Colombo, la Laurentina e la Nomentana sono stati spesso segnalati come luoghi a rischio, dove si verificano gare improvvisate tra automobili ad alte prestazioni. Le autorità municipali stanno valutando l’introduzione di nuove misure di controllo, tra cui l’ampliamento della videosorveglianza e l’installazione di dissuasori di velocità.

Al San Camillo, l’équipe medica continua a monitorare costantemente le condizioni di Silvia Piancazzo, che rimane in terapia intensiva. Ogni aggiornamento viene condiviso con la famiglia, che segue con apprensione l’evolversi della situazione. Il dottor Cingolani ha concluso con un messaggio di cautela e speranza: “La paziente è giovane e forte, e questo è un elemento favorevole. Ma serve tempo. Solo nelle prossime settimane potremo valutare con chiarezza il reale percorso di recupero”.

Un episodio che lascia una ferita profonda nella comunità romana e che pone ancora una volta l’accento sulla necessità di responsabilità alla guida, affinché tragedie come questa non si ripetano.

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