A vent’anni dal delitto di Garlasco, il caso che ha sconvolto l’Italia continua a riservare sviluppi inaspettati. Le indagini della Procura di Pavia, riaperte per fare luce su dettagli rimasti oscuri, si stanno concentrando nuovamente su Andrea Sempio, amico di Alberto Stasi e figura già emersa nelle prime fasi dell’inchiesta. Le ultime settimane hanno visto un’intensa attività investigativa, con accertamenti scientifici condotti dall’antropologa forense Cristina Cattaneo, chiamata a ricostruire in modo accurato la scena del crimine e le possibili dinamiche dell’omicidio di Chiara Poggi.
L’esperta, nota per il suo contributo alle indagini sul caso di Yara Gambirasio, ha trascorso diverse ore all’Istituto di medicina legale per eseguire misurazioni e rilievi in 3D sul corpo di Sempio, alla presenza dei suoi legali e del consulente tecnico Armando Palmegiani. L’obiettivo di queste rilevazioni antropometriche è duplice: da un lato, confrontare le caratteristiche fisiche dell’indagato con le tracce rinvenute sulla scena del crimine; dall’altro, valutare se la sua corporatura e i suoi movimenti possano essere compatibili con i segni lasciati nell’abitazione di via Pascoli, a Garlasco, dove Chiara Poggi venne brutalmente uccisa il 13 agosto 2007.
Le nuove indagini puntano a fornire un quadro scientifico più completo di quanto finora emerso. La consulenza della professoressa Cattaneo si intreccia infatti con quella del comandante del RIS di Cagliari, Andrea Berti, incaricato di riesaminare la distribuzione delle macchie di sangue secondo la metodologia della Bloodstain Pattern Analysis. L’obiettivo dei magistrati, coordinati dalla pm Giuliana Rizza e dall’aggiunto Stefano Civardi, è ambizioso: “riscrivere” la dinamica del delitto e rimettere in discussione alcuni punti chiave del passato giudiziario.
Andrea Sempio, 37 anni, ha accettato volontariamente di sottoporsi alle misurazioni corporee, collaborando pienamente con gli inquirenti. Secondo quanto riferito dai suoi avvocati, il gesto testimonia la volontà di chiarire ogni dubbio e dimostrare la propria estraneità ai fatti. “Avrebbe potuto rifiutarsi, ma ha scelto di collaborare”, ha precisato la legale Angela Taccia, sottolineando come la nuova linea difensiva punti sulla trasparenza.
Tuttavia, l’attenzione dell’opinione pubblica resta alta anche sul fronte parallelo dell’inchiesta di Brescia, dove la procura sta indagando sull’ex pm Mario Venditti per presunta corruzione. L’inchiesta riguarda presunti “aggiustamenti” avvenuti durante le indagini del 2017, quando la posizione di Sempio venne rapidamente archiviata. Dopo l’annullamento di un precedente sequestro di materiale informatico, i magistrati hanno emesso un nuovo decreto per acquisire computer, cellulari e pen drive, allo scopo di verificare eventuali manipolazioni di documenti o intercettazioni.
Particolare interesse è rivolto ai file audio originari delle conversazioni intercettate all’epoca, alcune delle quali non vennero mai trascritte o furono ritenute “non pertinenti”. Gli inquirenti di Brescia intendono accertare se tali omissioni possano essere ricondotte a errori tecnici o, peggio, a interventi deliberati. Sotto esame anche la cosiddetta “doppia attivazione” della microspia installata sull’auto di Sempio, dettaglio che potrebbe rivelarsi cruciale per comprendere l’effettiva gestione delle operazioni di sorveglianza.
Nel frattempo, la relazione conclusiva della professoressa Cattaneo non è attesa a breve. Solo dopo la consegna del suo elaborato e della consulenza genetica di Denise Albani — incaricata di riesaminare le tracce di DNA rinvenute sotto le unghie di Chiara Poggi — si potrà comprendere se la nuova indagine porterà davvero a una revisione del caso o se le ipotesi di colpevolezza rimarranno invariate.
Il delitto di Garlasco, che ha già visto una lunga battaglia giudiziaria conclusasi con la condanna definitiva di Alberto Stasi nel 2015, continua dunque a essere avvolto da interrogativi e sospetti. Le nuove verifiche, fondate su tecnologie avanzate e analisi scientifiche di ultima generazione, rappresentano un tentativo di ricostruire con maggiore precisione ciò che accadde in quella tragica mattina d’estate.
Tra vecchi sospetti e nuove prove, l’inchiesta si muove in un delicato equilibrio tra giustizia e memoria, cercando di dare risposta a una delle domande più dolorose della cronaca nera italiana: chi ha davvero ucciso Chiara Poggi?