Un nuovo episodio di violenza sconvolge la periferia nord di Milano. Nella mattinata di mercoledì 22 ottobre, una donna di 62 anni è stata trovata riversa a terra in via Giuseppina Grassini, nel quartiere di Bruzzano, con il corpo coperto di ferite da taglio, alcune delle quali al viso, alla gola e a una spalla. Le sue condizioni sono gravissime: trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale Niguarda, la donna lotta tra la vita e la morte.

L’aggressione e i soccorsi

L’allarme è scattato poco prima delle 10 del mattino, quando alcuni passanti hanno notato la vittima riversa sull’asfalto, sporca di sangue e in evidente stato di shock. Gli agenti della polizia locale, arrivati per primi sul posto, hanno prestato i primi soccorsi insieme ai sanitari del 118. Le ferite, numerose e profonde, fanno pensare a un’aggressione feroce.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe stata colpita in casa, a pochi metri dal luogo del ritrovamento, riuscendo poi a trascinarsi in strada per chiedere aiuto. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver sentito urla disperate, seguite dal rombo di un scooter che si allontanava a tutta velocità.

Caccia all’ex marito

Gli inquirenti stanno concentrando le indagini sull’ex marito della donna, che sarebbe stato visto fuggire in sella a uno scooter subito dopo l’aggressione. L’uomo, già noto nel quartiere, sarebbe stato notato più volte appostato nei dintorni dell’abitazione, forse per controllare i movimenti della vittima.

Una vicina di casa, Antonietta, ha raccontato ai cronisti di aver sentito un urlo straziante:

«Mi sono affacciata alla finestra e una ragazza mi ha detto: “L’hanno picchiata, c’è sangue dappertutto”. Poi ho visto un uomo fuggire in motorino, ma era coperto dal casco, non si vedeva il viso».

Un’altra residente della zona ha riferito che l’uomo si appostava da settimane sotto casa della donna. «Era qui da un mese, fermo con lo scooter – ha raccontato – sembrava che la stesse controllando».

Una violenza annunciata

Gli investigatori dei carabinieri di Milano stanno ora cercando di ricostruire il passato della coppia e capire se ci fossero precedenti denunce o segnalazioni per maltrattamenti. Dalle prime informazioni raccolte, tra i due il rapporto si era interrotto da tempo, ma non si esclude che l’uomo non avesse mai accettato la fine della relazione.

Il sospetto, sempre più concreto, è che l’aggressione sia maturata in un contesto di violenza domestica pregressa, come purtroppo accade in numerosi casi simili. In attesa di riscontri, gli inquirenti stanno analizzando le telecamere di sorveglianza della zona per individuare il percorso di fuga dell’aggressore e il modello esatto del motorino utilizzato.

Il quartiere sotto shock

A Bruzzano, quartiere popolare di Milano, l’episodio ha lasciato sgomenti i residenti. Molti conoscevano la vittima, descritta come una donna gentile e riservata. «Era una persona tranquilla, mai una parola fuori posto – ha detto un commerciante della zona – nessuno poteva immaginare che vivesse una situazione del genere».

Le forze dell’ordine hanno presidiato l’area per ore, isolando l’abitazione e la strada dove la donna è stata trovata, mentre gli esperti della scientifica hanno raccolto tracce di sangue e impronte che potrebbero rivelarsi decisive per incastrare il responsabile.

Una corsa contro il tempo

Nelle ore successive, i medici del Niguarda hanno eseguito un lungo intervento chirurgico per arginare la gravità delle ferite. La prognosi resta riservata, ma i sanitari confermano che la vittima è in condizioni critiche.

Intanto la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, ipotizzando la premeditazione. Gli investigatori ritengono infatti che l’aggressore possa aver pianificato l’attacco, osservando per giorni i movimenti della donna.

Una ferita aperta nella città

Il drammatico episodio di Bruzzano riaccende l’attenzione sul tema della violenza contro le donne, un fenomeno che non conosce tregua. Solo nelle ultime settimane, altri casi simili si sono verificati in Lombardia e in diverse regioni italiane.

Mentre la donna lotta per sopravvivere in ospedale, la città si interroga ancora una volta su come prevenire tragedie di questo tipo, dove la rabbia e il possesso degenerano in brutalità. Gli inquirenti continuano la caccia all’uomo, convinti che l’ex marito – il principale sospettato – sia ancora nascosto nella provincia milanese.

Una storia di sangue e ossessione che, ancora una volta, dimostra quanto la violenza domestica possa trasformarsi in tragedia, anche nel cuore di una grande città.

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