Caso Garlasco, il nuovo avvocato di Andrea Sempio: “Niente circo mediatico, solo rispetto per la giustizia”

Di Vincenzo Ottoboni ·3 min di lettura

Un cambio di strategia, ma anche di tono. Dopo mesi di tensioni, colpi di scena e grande attenzione mediatica, il caso Garlasco torna sotto i riflettori per una novità importante: Liborio Cataliotti, 59 anni, originario di Reggio Emilia e figlio di un noto penalista, è il nuovo legale di Andrea Sempio, affiancando l’avvocata Angela Taccia nella difesa dell’indagato. La nomina arriva dopo la revoca dell’incarico a Massimo Lovati, storico difensore di Sempio, a cui Cataliotti ha voluto esprimere “grande stima e gratitudine”.

Fin dalle prime dichiarazioni, il nuovo avvocato ha chiarito la linea che intende seguire: “Non parteciperò a nessun circo mediatico. Non sono un uomo da talk show. Interverrò solo quando sarà necessario chiarire gli atti processuali, per evitare che si creino pregiudizi”. Un approccio che punta a spostare l’attenzione dalle speculazioni giornalistiche alle prove concrete, nel tentativo di riportare il processo sul piano giudiziario e non mediatico.

Cataliotti non è nuovo a casi complessi e mediaticamente esposti. Nel corso della carriera ha seguito processi noti al grande pubblico, tra cui quelli di Wanna Marchi e Stefania Nobile, di Davide Vannoni per il caso Stamina, e di Davide Lacerenza, soprannominato “il re della Gintoneria”. Un’esperienza che gli consente di muoversi con cautela in situazioni dove la pressione dell’opinione pubblica può diventare un elemento destabilizzante. “Conosco bene le dinamiche dei processi sotto i riflettori”, ha spiegato, “ma questo non significa dover rinunciare alla sobrietà. Ci sono momenti in cui è necessario parlare, ma sempre nel rispetto della verità e della magistratura”.

Il nuovo legale subentra in una fase delicata, con l’incidente probatorio ormai alle battute finali. “È come prendere in mano una squadra a campionato in corso”, ha commentato, utilizzando una metafora calcistica che riassume bene la complessità del momento. “Per fortuna posso contare sulla collaborazione dell’avvocata Taccia, che conosce perfettamente il fascicolo e i protagonisti della vicenda. Porterò il mio contributo in termini di esperienza e di metodo”.

Uno dei nodi centrali dell’inchiesta resta quello legato alle tracce di DNA trovate sulla scena del delitto. Su questo punto, Cataliotti ha confermato che la difesa valuterà la nomina di un genetista: “Decideremo dopo un confronto tecnico approfondito con la collega e con il consulente Armando Palmegiani”.

Riguardo al suo assistito, il legale ha espresso una convinzione precisa: “Ho sempre pensato che Andrea Sempio fosse estraneo ai fatti. Dopo averlo incontrato, questa idea si è rafforzata. È una persona lucida, collaborativa, molto convincente nelle sue spiegazioni”.

Sul piano giudiziario, Cataliotti ha anche commentato le ipotesi di spostamento del procedimento da Pavia a Brescia, suggerite dal legale dell’ex pm Venditti, coinvolto in una diversa indagine per sospetta corruzione. “Valuteremo solo se esistono basi tecniche solide. In ogni caso, ho grande rispetto per il procuratore Mario Napoleone e per il lavoro svolto dal dottor Civardi durante l’incidente probatorio. Non abbiamo alcuna intenzione di sottrarci alla giustizia naturale del caso”.

L’avvocato evita ogni riferimento ad Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, precisando: “Non è parte di questa indagine, non ritengo corretto parlarne”.

La linea difensiva di Cataliotti appare dunque improntata alla prudenza, al rigore tecnico e a un rifiuto netto della spettacolarizzazione del processo. Un ritorno a un tono più misurato, che mira a ricostruire la verità lontano dai clamori mediatici.

Con l’incidente probatorio vicino alla conclusione, il caso Garlasco entra nella sua fase più delicata. In questo scenario, la figura di Cataliotti potrebbe segnare una nuova impostazione: meno show e più sostanza, con l’obiettivo di restituire al processo la dimensione che gli spetta — quella della giustizia, non dell’intrattenimento.

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