Venerdì scorso, il parlamentare Mike Johnson ha manifestato un crescente scetticismo sulla possibilità di giungere a un’intesa per prolungare i sussidi inerenti all’assicurazione sanitaria dell’Affordable Care Act. Questo è un tema cruciale per i Democratici, soprattutto in un contesto in cui il governo è stato fermo per 10 giorni. Durante una rara conferenza congiunta con i membri della House Freedom Caucus, Johnson ha sottolineato che sarà necessario un notevole impegno per consolidare un consenso su un eventuale accordo bipartisan. Tale accordo dovrebbe affrontare i crediti fiscali in scadenza il 31 dicembre, sempre che si riesca a formulare una versione di una riforma che ottenga l’approvazione bipartisan.
Le incertezze espresse da Johnson riflettono una prevalente opinione tra i repubblicani della Camera, che si oppongono a qualunque estensione dei sussidi. Tuttavia, esiste una frazione di repubblicani favorevoli al raggiungimento di un accordo. Il presidente ha precisato, durante la stessa conferenza, che non fornirà alcuna assicurazione ai Democratici sulla possibilità di ottenere l’accordo da loro auspicato per superare l’impasse governativa. Ha inoltre riaffermato che qualsiasi decisione sui crediti fiscali rappresenta una “decisione politica di fine anno”. Ciò nonostante, alcuni membri del suo stesso partito vorrebbero dimostrare di aver fatto progressi prima dell’apertura delle iscrizioni per i piani dell’ACA prevista per il 1° novembre.
Johnson ha dichiarato che non si può prevedere con certezza quale sarà l’esito finale, poiché si tratta di un corpo deliberativo composto da 535 membri, e il processo decisionale su questioni di tale portata richiede tempo significativo. “I Democratici ne sono consapevoli”, ha concluso Johnson, facendo trasparire la complessità del raggiungimento di un accordo che possa soddisfare entrambe le parti.