Le indagini giudiziarie che ruotano attorno all’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, stanno aprendo scenari complessi che intrecciano due inchieste distinte ma potenzialmente collegate: quella sul delitto di Garlasco e quella sul cosiddetto “sistema Pavia”, un presunto intreccio di relazioni tra magistrati, politici, carabinieri e imprenditori. Al centro della vicenda, un’accusa pesante: corruzione, con l’ipotesi che il magistrato abbia ricevuto denaro in cambio di richieste di archiviazione favorevoli.

In attesa del Riesame

La difesa di Venditti ha adottato una strategia improntata alla cautela. L’avvocato Domenico Aiello ha annunciato che non verranno prese iniziative pubbliche prima della pronuncia del Tribunale del Riesame, che dovrà esaminare il ricorso contro la perquisizione effettuata lo scorso 26 settembre presso l’abitazione dell’ex magistrato. L’udienza consentirà alla difesa di accedere a parte degli atti dell’inchiesta, permettendo così di impostare le contromosse sia per il procedimento legato al caso Garlasco sia per quello relativo alle presunte reti di potere nella provincia lombarda.

Due inchieste speculari

L’indagine sulla corruzione è coordinata dalla Procura di Brescia, competente per i reati commessi da magistrati in servizio. Oltre a questa, Brescia guida anche un secondo filone investigativo denominato “Clean”, incentrato su un sistema di relazioni opache che avrebbe coinvolto figure influenti locali. Secondo gli inquirenti, imprenditori, carabinieri e magistrati avrebbero creato un network informale di scambi e favori, alterando il corretto funzionamento della giustizia.

Il primo troncone dell’inchiesta “Clean” è rimasto invece a Pavia e ha già prodotto i primi sviluppi: due carabinieri sono stati arrestati e parte dei procedimenti si è conclusa con riti abbreviati, mentre altri sono tuttora in corso.

Contatti, “pizzini” e frequentazioni sospette

A far riaccendere i riflettori su Venditti sono state alcune testimonianze e documenti emersi negli ultimi mesi. L’imprenditore Carlo Boiocco ha dichiarato che vi sarebbero stati scambi di “pizzini” tra Venditti e l’ex eurodeputato leghista Angelo Ciocca. Nella vicenda compare anche Brenda Brindusa, donna molto vicina al magistrato, che dopo essere stata ascoltata dagli inquirenti ha preferito non rilasciare ulteriori dichiarazioni pubbliche.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se queste relazioni si limitino a rapporti personali discutibili per un magistrato oppure se nascondano elementi penalmente rilevanti. In questo contesto, il materiale sequestrato nell’abitazione di Venditti potrebbe fornire riscontri utili non solo per l’indagine sulla corruzione, ma anche per il caso Garlasco.

Le dichiarazioni controverse di Lovati

A rendere il quadro ancora più delicato sono intervenute le affermazioni di Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, figura più volte comparsa nelle indagini sul delitto di Chiara Poggi. In un’intervista rilasciata a Fabrizio Corona, Lovati ha rievocato la conoscenza con Venditti nel contesto delle corse ippiche, parlando apertamente di “vizi” condivisi.

Ancora più scioccanti le sue dichiarazioni sul caso Yara Gambirasio: secondo Lovati, se Bossetti avesse dichiarato di avere avuto una relazione con la giovane, sarebbe stato condannato per violenza sessuale ma non per omicidio. Queste parole hanno suscitato una durissima reazione dell’avvocato di Bossetti, Claudio Salvagni, che ha denunciato un attacco vergognoso alla memoria di una ragazza che non può difendersi.

Un’inchiesta dai risvolti delicati

Le due inchieste — Garlasco e “Sistema Pavia” — sembrano riflettersi l’una nell’altra. Entrambe coinvolgono personaggi che si muovono all’interno di ambienti ristretti, in cui rapporti personali, potere istituzionale e interessi economici si intrecciano. La Procura di Brescia, mantenendo il massimo riserbo, punta a ricostruire un quadro che potrebbe rivelarsi esplosivo per la magistratura pavese e non solo.

Il caso Venditti rappresenta un nuovo capitolo in una vicenda che ha già attraversato vent’anni di cronaca giudiziaria italiana, dal delitto di Garlasco alle indagini sulle reti di potere locali. L’esito del Riesame e le prossime mosse della magistratura saranno decisive per comprendere la reale portata di quanto sta emergendo.

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