All’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso forti critiche nei confronti dell’organizzazione internazionale, sostenendo che essa non sta realizzando il suo incredibile potenziale. Secondo Trump, è stato costretto a risolvere da solo sette conflitti, un compito che, a suo avviso, spetterebbe invece all’Onu, da cui non ha mai ricevuto alcun supporto. Ha stigmatizzato l’abitudine delle Nazioni Unite di scrivere lettere dure senza poi intraprendere azioni concrete, sottolineando che le parole vuote non risolvono le guerre.

Il presidente americano ha affrontato anche la questione dei conflitti in corso a Gaza e in Ucraina, criticando le nazioni che riconoscono unilateralmente lo Stato di Palestina, vedendolo come una ricompensa per Hamas. Ha invitato i sostenitori della pace a unirsi per chiedere la liberazione immediata degli ostaggi. Riguardo alla crisi ucraina, Trump ha annunciato che potrebbe appoggiare un nuovo round di pesanti sanzioni per fermare rapidamente il conflitto, a condizione che anche l’Europa faccia la sua parte. Ha inoltre evidenziato come alcuni Paesi della Nato stiano continuando ad acquistare energia dalla Russia, finanziando in tal modo una nazione che stanno combattendo.

Trump ha anche difeso le sue azioni contro l’Iran e il Venezuela, includendo attacchi ai siti nucleari iraniani e operazioni contro i trafficanti di droga venezuelani, nonostante le critiche dell’opposizione e degli attivisti per i diritti umani. Inoltre, ha sottolineato che le difficoltà tecniche durante il suo intervento non hanno migliorato la sua opinione delle Nazioni Unite, rilevando come la scala mobile si sia fermata e il gobbo non abbia funzionato per i primi dieci minuti del suo discorso.

Da presidente, Trump ha sempre avuto una visione critica del multilateralismo, evidenziata dal taglio dei finanziamenti alle Nazioni Unite e dalla decisione di ritirarsi da varie organizzazioni internazionali. Il suo discorso si è concentrato anche su criticare l’immigrazione e il cambiamento climatico, visto come la più grande truffa di tutti i tempi, invitando le nazioni a prendere una posizione più dura contro l’immigrazione illegale e a opporsi all’uso delle energie rinnovabili.

Trump ha espresso il desiderio di guidare un’iniziativa internazionale contro le armi biologiche e, nei successivi incontri bilaterali, i suoi commenti sono stati più diplomatici. Ha rassicurato il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, del continuo supporto degli Stati Uniti, e ha lodato Ursula von der Leyen per il suo lavoro in Europa. Nei confronti del Brasile, pur lodando un buon rapporto con il presidente Lula, non ha esitato a criticare alcune politiche.

Infine, in merito alla crisi in Ucraina, Trump ha suggerito che l’alleanza occidentale potrebbe riconquistare i territori perduti e ha ribadito l’impegno americano nel fornire armi alla Nato. Tuttavia, ha lasciato un margine di incertezza sull’eventuale intervento diretto degli Stati Uniti, affermando che “dipende” dalle circostanze.

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