Nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito gli obiettivi su cui lavorerà il governo nelle settimane avvenire. Tra i punti principali ci sono un piano abitativo mirato a sostenere soprattutto le giovani coppie e un nuovo taglio dell’Irpef destinato al ceto medio. Inoltre, sono previsti interventi per ridurre strutturalmente il costo dell’energia e per aumentare il sostegno alla famiglia e alla natalità. Le scuole paritarie saranno oggetto di misure destinate a garantire un esercizio pieno della libertà educativa.
Per quanto riguarda il piano casa, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha presentato un progetto di social housing basato su risorse pubbliche e private, con l’obiettivo di affrontare il problema abitativo nelle città più colpite. Il piano prevede l’investimento di 660 milioni di euro disponibili fino al 2030. Tuttavia, per avanzare, è necessaria l’intesa nella Conferenza Stato-Regioni.
In ambito fiscale, il governo Meloni ha già iniziato la riforma dell’Irpef, accorpando le prime due aliquote fino a 28mila euro di reddito. La prossima fase, rinviata a causa della mancanza di risorse, si propone di ridurre la seconda aliquota dal 35 al 33% e di aumentare lo scaglione di reddito fino a 60mila euro, obiettivi che richiedono circa 4 miliardi annui di copertura. Su questo, però, le risorse derivanti dal concordato per le partite Iva non hanno finora raggiunto le aspettative. La Lega, inoltre, propone di convogliare risorse verso una nuova rottamazione delle cartelle e l’estensione della flat tax alle partite Iva con ricavi fino a 100mila euro, invece che sul taglio dell’Irpef.
Il governo intende anche agire sul fronte dell’energia, come dichiarato da Meloni, per sostenere la competitività italiana abbassando i costi energetici. Le misure in campo prevedono, tra l’altro, un’energia release a prezzo calmierato per le aziende energivore e una riforma del mercato elettrico per disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili dal gas. Tuttavia, esistono critiche da parte dell’opposizione riguardo all’efficacia delle azioni intraprese.
Nel contesto delle politiche familiari, il Piano nazionale per la famiglia focalizza sul sostegno alla natalità, introducendo i Centri per la famiglia. Il governo ha destinato nuove risorse per 55 milioni di euro, invitando le regioni a potenziare la rete. Il piano ha suscitato critiche visto il suo orientamento verso una specifica forma di famiglia.
Infine, per quanto concerne le scuole paritarie, Meloni auspica strumenti che garantiscano alle famiglie la libertà educativa, contemplando modelli come quelli di Francia e Spagna. Tuttavia, le opposizioni difendono fermamente la centralità della scuola pubblica.